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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Irlanda, il Governo chiede scusa per le "Magdalene Laundries"

Il governo chiede scusa alle migliaia di donne, spesso bambine, rinchiuse nelle lavanderie dei conventi nella cattolicissima Irlanda e lì segregate per tutta la vita. La loro "colpa"? Essere ragazze madri

Il governo irlandese ha ufficialmente chiesto scusa alle migliaia di donne, spesso bambine, rinchiuse nelle lavanderie dei conventi, le “Magdalene Laundries”, perché ritenute immorali in quanto ragazze madri. Erano presenti in tutto il cattolicissimo Paese, quattro nella sola Dublino.

Le "Magdalene Laundries" erano vere e proprie lavanderie in cui le giovani donne venivano schiavizzate, con l'unico agghiacciante obiettivo di salvare la rispettabilità delle famiglie. Vennero istituite sin dalla nascita dello stato d’Irlanda nel 1922. L’ultima "Magdalene Laundry" è stata chiusa soltanto nel 1996.

L'identità di giovani donne veniva cancellata. Erano costrette a fare soprattutto le lavandaie, senza stipendio, con poco cibo, niente aria e molta preghiera. Passavano tutto il resto della loro vita nei sotterranei delle monache, in istituti sparsi in tutto il paese. Scomparivano per sempre dalla circolazione e la rispettabilità delle famiglie era salva.

Per decenni i governi che si sono succeduti alla guida dell'Irlanda avevano negato ogni responsabilità. Il premier Enda Kenny invece ha chiesto pubblicamente scusa: "È un’impronta negativa che ha segnato le oltre diecimila donne finite nelle “Magadalene Laudries” – ha detto – Ora questo stigma deve essere rimosso. Sarebbe dovuto avvenire già tempo fa. Davvero sono rammaricato che non sia stato fatto”.

"Io sono finita in una lavanderia – dice Diane Croghan - Lavoravo tutto il giorno. Avevo le dita ustionate. Sono stata lì dai 13 ai 16 anni. Non mi hanno mai pagato”. "Ho aspettato per tutta la vita che fosse fatta giustizia – racconta un'altra vittima, Marina Gumbold – Ora ho 77 anni e voglio che venga riconosciuto tutto quello che abbiamo dovuto subire”.

Le Case Magdalene erano istituti femminili che accoglievano sia ragazze orfane sia giovani ritenute "immorali", per via della loro condotta considerata. La maggior parte di questi istituti erano gestiti da suore di vari ordini per conto della Chiesa cattolica.

Il caso esplose nel 1993, quando un ordine di suore a Dublino vendette parte del convento a un imprenditore immobiliare. I resti di 155 pazienti, tumulati in tombe anonime all'interno della proprietà, furono esumati e seppelliti in una tomba comune nel cimitero di Glasnevin. Poi nel 1999 Mary Norris, Josephine McCarthy e Mary-Jo McDonagh, pazienti della Casa, raccontarono nei dettagli il trattamento ricevuto nella Casa. Un documentario del 1998 "Sex in a Cold Climate" propose le intervistate di ex detenute delle Case Magdalene, che riferirono di aver subito abusi sessuali, psicologici e fisici continuati sia dalle suore che dai preti e di essere state completamente isolate dal mondo esterno durante il periodo di detenzione.

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