Martedì, 22 Giugno 2021
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Il serial killer che ha confessato di aver ucciso 26 donne

Le autorità russe hanno annunciato di aver arrestato un uomo ritenuto responsabile della morte violenta di diverse anziane tra il 2011 e il 2012

Uno screenshot di un video diffuso dalle autorità russe che indagano sul "killer del volga"

Entrava in casa delle sue vittime fingendosi elettricista o idraulico o assistente sociale, poi le aggrediva e le strangolava fino a ucciderle. “Il maniaco del Volga”, che dal 2011 al 2012 ha assassinato decine di donne anziane nella Russia centrale, la regione del Volga e gli Urali, avrebbe ora un nome e un volto. 

Le autorità russe hanno annunciato infatti di aver arrestato un uomo collegato con quelle uccisioni, il 38enne Radik Tagirov, di professione fabbro, residente a Kazan. La portavoce del Comitato investigativo Svetlana Petrenko ha detto alla Tass che il suo materiale genetico è stato sottoposto a campionamento per la perizia forense. Tagirov risulta essere già stato condannato per furto nel 2009. Petrenko ha rivelato che il sospetto è stato identificato dopo oltre 10.000 ricerche genetiche comparative e dopo che è stata trovata una corrispondenza genotipica nei database del casellario giudiziario. La ricerca forense ha stabilito che tutti i reati sono stati commessi da una sola persona. Tagirov avrebbe confessato di aver ucciso almeno 26 donne. 

"Così agiva il serial killer del Volga"

Questo il modus operandi del killer, secondo quanto ricostruito dal quotidiano britannico Guardian: dopo aver strangolato le proprie vittime, per la maggior parte donne di 70 anni, l’assassino le derubava, ma in alcuni casi ha lasciato oggetti di valore in casa. Per evitare di lasciare tracce, l’uomo era solito indossare guanti e si premurata di ripulire e sterilizzare tutto prima di lasciare la scena del crimine. Eppure qualche traccia è rimasta e grazie a quelle gli investigatori sono riusciti a risalire al sospetto. 

La maggior parte degli omicidi attribuiti al “maniaco del Volga” sono avvenuti tra il 2011 e il 2012, in numerose città russe come Kazan, Samara, Togliatti, Izhesvk e Ufa. Il serial killer sembrava essersi fermato dopo il 2013, ma una serie di nuovi delitti nella regione nel 2017 avevano riacceso i timori della popolazione e la polizia aveva offerto una forte ricompensa per chiunque avesse informazioni utili all’arresto del killer. 

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