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Lunedì, 20 Maggio 2024
DATAGATE / Stati Uniti d'America

I servizi segreti americani spiano il 75% del traffico internet

Secondo il Wall Street Journal, l'agenzia d'intelligence statunitense conserva il contenuto scritto di email scambiate tra cittadini americani e filtra anche le telefonate nazionali fatte attraverso internet

Una rete di sorveglianza talmente ramificata da permettere un controllo quasi totale dell'intelligence statunitense sul traffico online americano. E' il Wall Street Journal a tornare sui programmi della National Security Agency, grazie a nuovi dettagli che ne dimostrano un'ampiezza maggiore rispetto a quella ammessa dai funzionari dell'intelligence.

I nuovi dettagli sono stati ottenuti attraverso colloqui con attuali ed ex funzionari governativi e dell'intelligence americana, e dipendenti di aziende che hanno collaborato a creare i vari sistemi di controllo. Il sistema di sorveglianza della Nsa, portato alla luce da Edward Snowden, l'informatico che ora si trova in Russia, è in grado di monitorare circa il 75% del traffico internet degli Stati Uniti, nella caccia a informazioni e pericoli provenienti dall'estero.

L'agenzia si serve di filtri per individuare le comunicazioni originate o terminate all'estero, o che avvengono totalmente all'estero ma passano attraverso gli Stati Uniti. L'obiettivo, come più volte ribadito dalle autorità statunitensi, sono le comunicazioni straniere, ma le fonti del Wall Street Journal hanno dichiarato che in realtà anche le comunicazioni nazionali sono incidentalmente intercettate e conservate. Inoltre, secondo il Wall Street Journal, l'agenzia d'intelligence statunitense conserva il contenuto scritto di email scambiate tra cittadini americani e filtra anche le telefonate nazionali fatte attraverso internet.

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La Nsa, come mostrato in parte da Snowden, con i suoi numerosi programmi di sorveglianza - nomi in codice: Blarney, Fairview, Oakstar, Lithium, Stormbrew e Prism - "ha la capacità di seguire praticamente quasi tutto quello che succede online", ha scritto il Wall Street Journal.

La Nsa, naturalmente, continua a difendere il suo operato, "legale e nel rispetto della privacy degli americani": la portavoce Vanee Vines ha dichiarato che, se le comunicazioni americane sono "incidentalmente raccolte durante le attività di intelligence pienamente legali" l'agenzia segue "procedure per ridurle al minimo, che sono approvate dal ministero della Giustizia per proteggere la privacy dei cittadini statunitensi".

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LA DENUNCIA DEL GUARDIAN

Con un editoriale il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, ha rivelato che le autorità britanniche hanno costretto il giornale a distruggere il materiale legato alle rivelazioni di Edward Snowden,

Rusbridger ha scritto di aver ricevuto una chiamata da un non meglio identificato funzionario statale che gli intimava la riconsegna o la distruzione del materiale. Poi una seconda telefonata: ''La richiesta era sempre identica: ridateci indietro il materiale di Snowden, oppure distruggetelo''. Le pressioni infine hanno avuto la meglio: alla sede centrale del Guardian sarebbero infatti giunti esponenti dell'intelligence britannica che avrebbero distrutto gli hard disk che contenevano le informazioni riservate.

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