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Domenica, 22 Maggio 2022
L'impennata di casi / Cina

Shanghai entra in lockdown per fermare Omicron

Le autorità della municipalità hanno deciso di imporre un blocco graduale, per effettuare test di massa e ricovero dei pazienti gravi e sintomatici

Shanghai entra in lockdown a causa di una nuova impennata di casi di coronavirus alimentata dalla variante Omicron. È la prima volta che la città cinese di 25 milioni di abitanti adotta la misura restrittiva, da quando è stato individuato il primo focolaio di Wuhan nel febbraio 2020. Le autorità della municipalità di Shanghai hanno deciso di imporre un lockdown in due fasi, per effettuare test di massa e ricovero dei pazienti gravi e sintomatici. Da oggi e per un periodo di nove giorni, nel versante a est del fiume Huangpu ci sarà un blocco dei trasporti pubblici e privati, divieto di uscita dalle abitazioni per i residenti e chiusura delle attività commerciali non essenziali; dal 1° aprile, invece, i provvedimenti, che dureranno cinque giorni, saranno estesi al lato ovest della città.

Fino al 5 aprile, inoltre, gli spostamenti in entrata e in uscita dalla città saranno autorizzati solo in caso di comprovate necessità e richiederanno l'esibizione di un test antigenico rapido con esito negativo effettuato nelle 48 ore precedenti al viaggio.
La misura restrittiva è stata introdotta dopo che le autorità sanitarie locali ieri hanno segnalato 50 nuove infezioni e oltre 3.450 casi asintomatici, che il governo registra separatamente.

In precedenza, Shanghai aveva gestito i diversi focolai più piccoli con la chiusura provvisoria di complessi abitativi e luoghi di lavoro. Il lockdown graduale e condotto in due fasi dovrebbe permettere di contenere la diffusione del virus senza intaccare l’attività economica e produttiva della megalopoli, importante centro finanziario del paese.

La comunicazione della restrizione graduale ha scatenato il panico dei cittadini, che hanno preso d’assalto i supermercati nelle ultime ore. C’è chi, però, riversa sui social media la propria frustrazione in merito alla strategia nazionale di Covid-19. Su Weibo, un social cinese simile a Twitter, negli ultimi giorni è diventato virale l’hashtag: “Perché la Cina non può revocare le misure restrittive come fanno i paesi stranieri?” (#??????????????????#).

Per due anni, le persone in Cina hanno ampiamente tollerato di vivere sotto alcuni dei controlli Covid-19 più severi al mondo: frontiere chiuse e movimenti interni limitati, monitoraggio digitale costante e test di massa, e lockdown immediato alla comparsa di qualche caso di Covid. Tutte queste rigide misure hanno comportato conseguenze sociali ed economiche nella vita dei cinesi.

Hong Kong responsabile dell’aumento dei casi in Cina?

L’hub finanziario cinese entra in lockdown, quindi, nonostante le precedenti rassicurazioni delle autorità locali: solo pochi giorni fa, i funzionari locali avevano affermato che Shanghai è troppo grande e importante per entrare in un lockdown totale.

Secondo Bloomberg, c’è però una causa che spiega l’incremento di casi a Shanghai. In base a una recente analisi della testata statunitense, la strategia “Zero Covid” applicata nel territorio cinese è stata compromessa dall’esodo di massa di centinaia di cittadini cinesi che hanno lasciato Hong Kong dopo il peggioramento della situazione sanitaria nell’ex colonia britannica.

La situazione evidenzia gli ostacoli che i funzionari del governo devono superare per attuare il duplice obiettivo promosso dal presidente Xi Jinping: eliminare il virus e ridurre al minimo gli impatti economici e sociali causati dalla strategia Zero Covid.

Il governo di Pechino, che aveva inizialmente aderito a una strategia di "tolleranza zero", negli ultimi mesi è passato a una strategia di "zero dinamico", dal momento che la variante Omicron è più trasmissibile. La nuova strategia mira a un’azione rapida per eliminare i piccoli focolai, anziché cercare di raggiungere zero casi: un obiettivo che è diventato sempre più irrealistico. Il Paese ha segnalato più di 56.000 casi confermati a livello nazionale questo mese.

Con la crescita economica della Cina già in rallentamento, le misure estreme sono viste come la causa che ha portato al peggioramento della situazione lavorativa, dei consumi e persino delle catene di approvvigionamento globali. Con un coprifuoco di 21 giorni in vigore per tutti gli stranieri che arrivano dall'estero, i viaggi tra la Cina e altri paesi sono diminuiti drasticamente, limitando gli accessi ai finanziatori e affaristi stranieri.

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