rotate-mobile
Venerdì, 19 Aprile 2024
Mondo Bosnia-Erzegovina

Sharia e jihad alle porte dellʼItalia: nei Balcani bandiere nere e campi di addestramento

Prove di Califfato in Europa: oltre l'Adriatico in Bosnia, Kosovo, Albania e nel Sangiaccato serbo, la sharia è legge, la poligamia è l’uso: sono le conseguenze della guerra degli anni Novanta

Sono veterani o figli di veterani forgiati dalle guerre jugoslave degli anni ’90 che, complice l'espandersi della jihad mediatica da Al Qaeda all'Isis e lautamente foraggiati dai Paesi del Golfo, come ha provato una recente inchiesta del “New York Times”, sono radicalizzati tanto da impiantare la sharia come legge in molti villaggi alle porte dell'Italia.

Europa, appena oltre l'Adriatico: in Bosnia così come in Kosovo, Albania e nel Sangiaccato serbo la poligamia è uso comune, le donne portano il velo e si festeggia se un kamikaze semina morte. Il corridoio balcanico è diventato un comodo passaggio per i soldati della jihad, che collega Siria da una parte ed Europa occidentale dall'altra: le rotte dell'immigrazioni si intrecciano a quelle dei trafficanti di armi.  Il Messaggero svela come tra le montagne della Bosnia di sud-est, al confine con il Montenegro, sorgano campi di addestramento per jihadisti.

Albania, Bosnia, Kosovo sono nella top ten dei Paesi europei che ospitano foreign fighters. Negli anni Novanta in quelle terre i musulmani moderati furono martoriati dai serbi ortodossi nella feroce guerra dei Balcani, e oggi domina l'integralismo radicalizzato che ha nella memoria le immagini degli attacchi etnici.

Ci sono legami culturali, con scuole e banche saudite o del Qatar, contrappasso dello scontro coi cristiani serbi e croati nel ’92-‘95. Ci sono le centinaia di foreign fighters partiti verso del terre del Califfo: tanti sono discendenti dei mujaheddin che, durante l'assedio a Sarajevo, sono arrivati a dare aiuto ai loro fratelli nell'Islam.  Sui Balcani oggi i nostri servizi segreti tengono gli occhi puntati. Laggiù ci sono imam che hanno tollerato, o addirittura promosso, il reclutamento dei foreign fighters. E in Bosnia addirittura 1.300 jihadisti hanno ottenuto la cittadinanza insediandosi attorno a Zenica e occupando le case abbandonate dai serbi.

Tra i capi dell'Isis in Siria c'è Lavdrim Muhaxeri, ex collaboratore della missione Nato Kfor nei Balcani, che si è fatto riprendere mentre decapitava prigionieri.

Lavdrim-Muhaxheri-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sharia e jihad alle porte dellʼItalia: nei Balcani bandiere nere e campi di addestramento

Today è in caricamento