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Sabato, 1 Aprile 2023
caldo record / Argentina

La siccità sta mandando in default l'Argentina

Non si vede una nuvola da mesi e le conseguenze della siccità mettono sotto pressione la già fragile economia argentina: le conseguenze sono devastanti

Non c'è una nuvola all'orizzonte da mesi ma per l'Argentina la tempesta perfetta è già arrivata. Una grave siccità ha colpito il Paese, unita a una serie di ondate di caldo inedite che stanno mettendo in ginocchio l'economia, complicando i piani economici del governo. Le conseguenze iniziano dalla finanza, passano per le esportazioni e ricadono sui consumatori: la siccità non risparmia nessuno. 

Manca l'acqua, crolla l'economia

La siccità estrema in Argentina rischia, secondo le stime degli esperti, di ridurre di oltre un 30 per cento le entrate delle esportazioni e di mettere in crisi l'intero programma economico del governo concordato con il Fondo monetario internazionale. Non solo, a rischio nuovamente è anche la solvenza dello Stato sia per quanto riguarda le emissioni in pesos che in dollari.

L'agenzia di rating Standard & Poor's ha giudicato positivamente il recente swap di titoli in valuta locale portato a termine dal governo, un'iniziativa che ha spostato al 2024 scadenze altrimenti insostenibili nel contesto attuale. Ma la stessa S&P ha sottolineato che l'Argentina mantiene "un debole accesso al mercato" precisando che l'attuale rating "CCC-" del debito in pesos significa che, "in assenza di cambiamenti significativamente favorevoli è preventivabile un rischio di inadempienza entro i prossimi sei mesi".

Acqua razionata e rincari, la siccità è qui per restare: "Servirebbero 50 giorni di pioggia"

Proprio in previsione delle minori entrate delle esportazioni agricole l'Fmi ha permesso all'Argentina questa settimana una riduzione degli obiettivi di accumulazione delle riserve della Banca centrale fissati nel programma Extended Fund Facility (Eff) per la restituzione dei 44 miliardi di dollari del credito  concesso nel 2018 da Christine Lagarde all'ex presidente Mauricio Macri. Nella terza revisione dell'accordo Eff, l'Fmi non ha tuttavia spostato di una virgola l'obiettivo di riduzione del deficit dal 2,3% attuale all'1,9% del Pil entro il 2023.

Una circostanza questa, che secondo l'economista consultato dall'Ansa, Emanuel Alvarez Agis, lungi dall'aiutare a risolvere il problema è equivalente a "prestarti un cerino per combattere la siccità".

Il grano argentino bruciato dalla siccità

La siccità di portata storica sta devastando i raccolti dell'Argentina e aggravando la crisi economica di uno dei Paesi che più esporta grano al mondo, ma non solo. Gli agricoltori della Pampa sono in ginocchio: l'Argentina è il primo esportatore mondiale di soia lavorata e il terzo per mais. 

"Stiamo affrontando un evento climatico senza precedenti", ha detto a Reuters Julio Calzada, capo della ricerca economica dell'exchange Rosario, aggiungendo che gli agricoltori hanno subito perdite per 14 miliardi di dollari e 50 milioni di tonnellate in meno di produzione di cereali tra soia, mais e grano. "È senza precedenti che i tre raccolti falliscano. Stiamo tutti aspettando che piova", ha aggiunto.

Secondo il direttore della società di consulting "PxQ", in termini nominali "la siccità comporterà una contrazione dell'ingresso di valuta estera nell'ordine di 18 miliardi di dollari con un impatto negativo diretto sul Pil del 2,4%". Si tratta di un contesto che, se sommato all'imprevedibile impatto dell'attuale tempesta finanziaria, potrebbe azzerare completamente le previsioni di crescita del Paese che lo stesso Fmi ha fissato a un modesto +2% per il 2023.
Risolto il problema del debito in pesos con il swap di questa settimana l'unico default in cui potrebbe incorrere l'Argentina nel 2023 sarebbe proprio con il Fondo Monetario Internazionale e, secondo Alvarez Agis, si tratta di "un'opzione da valutare". "Un accordo che non tiene conto dell'impatto della siccità condanna il Paese a una crisi economica con conseguenze imprevedibili", ha affermato Agis.

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