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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Rapimenti / Kenya

Ragazza rapita in Kenya: arrestate 14 persone, ma di Silvia non c'è traccia

I fermati sarebbero collegati ai sequestratori, ma non coinvolti direttamente nel rapimento: la speranza è che forniscano informazioni utili alle indagini

C’è una svolta nel caso del rapimento di Silvia Costanza Romano, la cooperante di 23 anni presa in ostaggio dopo un blitz nel villaggio di Chakama, in Kenya, dove la giovane si trovava come volontaria per una Ong. La polizia kenyota ha arrestato 14 persone ritenute coinvolte nel rapimento, duante un’operazione avvenuta la notte scorsa a Chakama e Galana-Kulalu e che sono state condotte nei commissariati per essere interrogate.

Anche il comandante della polizia regionale, Noah Mwivanda, ha confermato gli arresti, spiegando però di non essere sicuro del numero. I fermati non farebbero parte del commando armato che ha rapito la donna, ma le forze dell’ordine ritengono che siano comunque strettamente legati ai sequestratori. Gli investigatori hanno già dato il via agli interrogatori: la speranza è che le persone fermate forniscano informazioni utili alle indagini.

Secondo Repubblica, la svolta è arrivata grazie ai residenti della piccola cittadina a 80 km da Malindi. Molti uomini, subito dopo il rapimento, sono andati a caccia dei possibili fiancheggiatori dei sequestratori e, dopo aver cercato di farsi giustizia da soli, hanno segnalato alla polizia i sospettati.

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Silvia Romano, l'ipotesi degli inquirenti

Di Silvia Costanza Romano però non c’è ancora traccia. In quale remoto angolo del Paese viene tenuta segregata la cooperante italiana? Secondo quanto riporta un quotidiano locale, The Nation, la polizia sta dando la caccia a un uomo che aveva affittato una casa a Chamaka, fuggendo dal villaggio due giorni prima del rapimento di Silvia Costanza Romano. L’uomo aveva anche affittato una casa a Chakama dove aveva ospitato due persone, anche queste scomparse. Per ora però si tratta solo di un’ipotesi investigativa.

La giovane, cooperante della Onlus Miele, aveva deciso di partire per l’Africa subito dopo la laurea. Dopo una prima esperienza era tornata in Kenya a inizio novembre.

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