Martedì, 1 Dicembre 2020

Siria, "750 affiliati dell'Isis in fuga dopo i bombardamenti della Turchia"

Situazione di anarchia nel campo di Ain Issa, nel nord-est della Siria. L'offensiva turca contro i curdi avrebbe già causato l'esodo di 130mila persone

Foto di repertorio

Secondo il Guardian, che cita dei funzionari locali, almeno 750 persone affiliate allo Stato Islamico - sopratutto donne e bambini - sarebbero fuggite dal campo di prigionia di Ain Issa, nel nord-est della Siria dopo i bombardamenti delle milizie turche. L'Osservatorio siriano per i diritti umani sostiene invece che i fuggitivi siano non più di cento.

Il quotidiano inglese riporta anche una denuncia dei curdi siriani secondo cui mercenari - ma il riferimento sembra essere diretto ai ribelli siriani appoggiati dai turchi - hanno attaccato il campo dove 'elementi dell'Is' hanno preso d'assalto le guardie e aperto i cancelli. Aumentano dunque i timori che la guerra contro le forze curde nell'area possa far risorgere lo Stato Islamico. 

130mila persone in fuga

L'offensiva turca in Siria avrebbe già causato l'esodo di 130mila persone, in fuga dai primi luoghi individuati da Ankara come propri obiettivi, le città di Ras al Ain e Tel Abyad, e le zone rurali circostanti. Resta critica la situazione anche in altre aree minacciate, una tra tutte Hasaka, per la mancanza di acqua potabile. Questa l'ultima valutazione della situazione sul terreno in Siria fatta dall'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha).

Nel frattempo però l'osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che i curdi siriani avrebbero ripreso il controllo di Ras al-Ain, città chiave situata sul confine che ieri Ankara aveva annunciato di aver conquistato nella sua offensiva nel nordest della Siria.

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