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Sabato, 22 Gennaio 2022
Siria / Siria

Siria, Assad accetta il piano di pace

Il presidente visita Homs e comunica che accoglierà le proposte di Kofi Annan. L'inviato Onu: "Importante passo iniziale". Più freddo Medvedev: "La fine del regime non significa la fine dei problemi"

Il presidente siriano Bashar al Assad ha accettato il piano di pace prospettato da Kofi Annan. E' stato lo stesso inviato speciale di Onu e Lega Araba per la Siria a confermare la notizia parlando di "importante passo iniziale, che potrebbe porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue". Annan ha spiegato di aver personalmente "scritto al presidente Assad esortando il governo siriano a mettere subito in atto i suoi impegni". Sarà infatti l'attuazione del piano "la chiave, non solo per il popolo siriano intrappolato in questa tragedia ma per la regione e la comunità internazionale nel suo complesso". 

Il piano - Interruzione dei combattimenti, ritiro delle truppe lealiste e delle artiglierie pesanti dai territori, "cessate il fuoco" quotidiano della durata di due ore per garantire le operazioni umanitarie e di soccorso, nessuna "zona rossa", rilascio dei prigionieri politici. Quindi Annan si è appellato ai paesi "chiave" affinché "sostengano questo sviluppo e contribuiscano a garantirne l'effettiva attuazione".

Lega Araba: "Non chiederemo dimissioni di Assad" - Questo primo risultato ha intanto convinto la Lega Araba a non chiedere, nel prossimo vertice in programma tra due giorni a Baghdad, le dimissioni del presidente siriano, bensì "un cambiamento pacifico del regime". E' stato Hoshyar Zibari, ministro degli Esteri iracheno, a spiegare che i paesi arabi si esprimeranno "a sostegno di un corso politico che porti ad un cambiamento pacifico del regime, ma sotto la dirigenza siriana".

Il duro realismo di Medvedev - Ovviamente "soddisfatto per la notizia", il presidente russo Dmitry Medvedev si è detto convinto che "pensare che la deposizione di Assad significhi la fine di tutti i problemi in Siria è miope". Da qui il paragone tra Siria e Libia: "L'obiettivo della comunità internazionale deve essere quello di evitare che la Siria si trasformi in una nuova Libia, dove non ci sono né democrazia né Stato".

Si continua a combattere - Nonostante l'importante notizia, in Siria continuano i combattimenti tra esercito regolare e ribelli dell'esercito siriano. A Numan, provincia di Idlib, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) sono morti quattro soldati governativi e due donne. Contemporaneamente le truppe lealiste hanno sconfinato nel nord del Libano per distruggere una fattoria in cui avevano trovato rifugio i ribelli. "Sono più di 35 i militari" ha raccontato un testimone alla tv al-Arabiya "che stanno distruggendo tutto, case, stalle, campi, a bordo di blindati e facendosi avanti con lanci di granate".

Bashar al Assad in visita ad Homs - Confermata invece la notizia che vuole il presidente siriano Bashar al Assad in visita, oggi, al quartiere di Bab Amro (nella foto), da settimane oggetto di una dura guerriglia e caduto lo scorso 1 marzo nelle mani delle truppe lealiste. 

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