Giovedì, 23 Settembre 2021
Mondo Siria

"In Siria la più grave strage di bambini dal dopoguerra"

Unicef Italia lancia l'appello a Mattarella e al Parlamento: "I bambini sono mutilati, uccisi senza pietà. Il mondo non può continuare ad assistere a questo scempio"

Sono ore sempre più difficili quelle che sta vivendo il popolo siriano, stremato da quasi sei anni di guerra e morte.

L'accordo che prevedeva per stamattina l'evacuazione degli ultimi civili e ribelli rimasti ad Aleppo è stato sospeso: lo confermano fonti sia da parte governativa che degli insorti. Secondo i ribelli il regime avrebbe "imposto delle nuove condizioni" mentre Damasco avrebbe espresso il proprio disaccordo sull'elevato numero di persone da sgomberare. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato di "sperare" che la situazione "si risolva nel giro di due, tre giorni".

"E se davvero la battaglia di Aleppo è finita non possiamo non domandarci quanti sono i bambini ancora intrappolati in città, quante le vittime innocenti, gli abusi, le violenze e quali sono le condizioni di migliaia di sfollati in questo momento in fuga". Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.

"Si è forse conclusa una battaglia ma non la guerra e il mondo non può continuare ad assistere a questo scempio. Ci sono altre 15 città sotto assedio, i bambini sono mutilati, uccisi senza pietà, gravemente scioccati da tutto quello che stanno vivendo come la perdita di genitori o parenti che spesso vengono giustiziati a freddo, torturati o costretti alla fuga. Ospedali, scuole, operatori umanitari sono tutti vittime di questa guerra, la più grave strage di bambini dal dopoguerra ad oggi, senza dubbio peggiore della Bosnia o del Ruanda", prosegue.

"Rivolgo un appello agli italiani, perché alla giusta ma momentanea indignazione che deriva dalle immagini e dalle notizie di queste ore che giungono da Aleppo uniscano gesti concreti, facciano sentire in tutte le piazze e in tutti i Comuni il proprio grido di condanna e indignazione di fronte ad un conflitto che il popolo siriano non ha voluto. Mi rivolgo al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinche ancora una volta, come già in passato, si unisca a noi nel denunciare con la sua voce alta, autorevole, i crimini perpetrati in quel paese ogni giorno ai danni di bambini innocenti. In queste fasi di dura lotta politica mi rivolgo al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni affinché assuma la guida di una forte richiesta di pace da parte del Governo italiano e a tutti i parlamentari affinchè trovino unità almeno sulla necessità di alleviare le pene di 6 milioni di bambini colpiti dalla guerra siriana nonchè a tutte le agenzie umanitarie impegnate in Italia e in Siria affinchè trovino una sola voce per fermare queste atrocità".

"E' giunto il momento di alzarsi tutti in piedi, fuori da ogni considerazione geopolitica o di parte, per chiedere la fine di questa mattanza, di questo genocidio che ha prodotto forse la morte di oltre 50 mila bambini, perchè, come disse Padre Dall'Oglio in uno de suoi interventi , "La Siria grida al mondo: pace!".

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