Giovedì, 23 Settembre 2021
Mondo Siria

Siria, la tregua è già finita: Assad e Putin contro "l'aggressione americana"

Dura reazione del presidente siriano dopo il raid aereo di sabato contro il suo esercito. Mosca contro Washington: "Nessun colloquio in programma con Obama dopo l'orrendo attacco"

SIRIA - "E' stata una palese aggressione americana". Per questo "la tregua è in pericolo". Con queste parole il presidente Bashar al Assad ha condannato il raid aereo compiuto sabato contro il suo esercito nel quale sono morti almeno 60 soldati. Un raid che "mette in pericolo il cessate in fuoco". Dello stesso avviso anche il Cremlino che, tramite Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha parlato di un "orrendo raid della coalizione". Poche ore, ed ecco l'annuncio ufficiale: le forze armate siriane hanno proclamato la fine della tregua, con Damasco che ha accusato i ribelli di aver sabotato l'accordo tra le parti che ha fatto scattare il cessate il fuoco.

LA SITUAZIONE - Oggi, la tregua in Siria "non ha senso" dopo le "ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte dei ribelli e l'incapacità degli Stati uniti a cooperare", ha spiegato il generale dell'esercito russo Sergey Rudskoi. Criticando gli Stati uniti, che a suo dire sarebbero incapaci di incidere sull'opposizione in Siria, il generale russo ha stimato che "tenuto conto del fatto che i ribelli non rispettano il regime di cessate il fuoco, il suo rispetto unilaterale da parte delle forze governative siriane non ha alcun senso".

Non posso dire nulla - ha affermato Peskov - la situazione lascia molto a desiderare al momento. Lo sapete, la tregua è stata detta e fatta dai nostri militari, l'unica parte che ancora rispetta questa tregua sono le forze armate della Repubblica araba siriana.

E' STATO UN "INCIDENTE" - "Sappiamo dell'orrendo incidente, intendo il raid effettuato, il Pentagono dice per errore, sulle posizioni dell'esercito siriano. Tutto questo, naturalmente, mette in pericolo il cessate-il-fuoco", ha affermato il portavoce del Cremlino, che ha lasciato intendere come il nodo con gli Usa vada risolto ai massimi livelli. Però "non ci sono ancora piani per una conversazione telefonica al momento" tra Putin e il presidente americano Barack Obama, ha aggiunto Peskov.

NUOVI RAID - Il risultato, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: sta andando in frantumi, come molti analisti avevano temuto, la fragile tregua in Siria negoziata tra Stati Uniti e Russia dopo che quattro raid aerei hanno colpito i quartieri orientali della città di Aleppo in mano alle forze di opposizione e assediati dai primi di settembre dalle forze governative. Si tratta dei primi raid sulla città nel nord della Siria da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco concordato da Mosca e Washington.

I BOMBARDAMENTI - Non è ancora chiaro chi abbia condotto i bombardamenti, ma potrebbe trattarsi con ogni probabilità di una ritorsione condotta da Damasco e Mosca dopo gli attacchi della coalizione a guida statunitense che hanno ucciso decine di soldati delle forze del presidente Bashar al Assad nell'est del paese. La coalizione ha poi attribuito a un errore il raid contro le unità di Damasco, scambiate per milizie Isis.

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