Domenica, 17 Ottobre 2021
SIRIA / Siria

Siria, islamisti cacciano comandante dei ribelli moderati

Nel convulso scenario della guerra civile siriana Usa e Regno Unito sospendono aiuti ai ribelli, mentre i paesi arabi del Golfo denunciano "genocidio" perpetrato dal regime di Assad

I guerriglieri islamici hanno preso il controllo del quartier generale dei ribelli siriani sostenuti dall'Occidente, costringendo il loro comandante, generale Salim Idris, a lasciare la Siria. E' quanto hanno riferito funzionari americani al Wall Street Journal.

Idris ha raggiunto domenica scorsa Doha, la capitale del Qatar, da dove è poi volato alla volta della Turchia. "E' fuggito dopo che il Fronte islamico ha conquistato il suo quartier generale", ha detto un alto funzionario Usa. Il Fronte islamico è una formazione nata a fine novembre dall'unione di sei organizzazioni islamiche, ad esclusione dei gruppi legati ad al Qaida, ossia il Fronte al Nusra e lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isis). Lo scorso fine settimana, l'organizzazione ha preso il controllo di diverse postazioni dei ribelli moderati nel nord della Siria, spingendo Stati Uniti e Regno Unito a sospendere l'invio di aiuti nella regione.

Secondo il Wsj, la fuga di Idris rappresenta il segnale più evidente del fatto che l'Esercito libero siriano stia "crollando sotto la pressione del dominio islamico della rivolta" siriana. Proprio la crescente forza del Fronte islamico ha indotto gli Stati Uniti e i suoi alleati a tenere di recente colloqui diretti con i suoi rappresentanti, con l'obiettivo di convincerli a sostenere la conferenza di pace internazionale in programma per il prossimo 22 gennaio a Ginevra.

STATI ARABI DEL GOLFO CONTRO ASSAD: "IN SIRIA E' GENOCIDIO"

Le monarchie arabe del Golfo scelgono la linea dura sulla Siria. Riuniti in Kuwait, i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno denunciato il genocidio del popolo siriano perpetrato dal regime, ha detto il segretario generale Abdullatif Al Zayani, "con l'aiuto di armi chimiche ed armi pesanti, proibite dalla comunità internazionale, minacciando la stabilità e la sicurezza regionali".

La condanna del regime di Bashar al-Assad è pesante. Il Consiglio, guidato dall'Arabia Saudita che sostiene il partito dei ribelli siriani contro Assad, ha inoltre reclamato il ritiro di tutte le forze straniere dalla Siria, e chiesto che l'opposizione partecipi alla conferenza internazionale di pace sulla Siria, la cosiddetta Ginevra 2, prevista per il 22 gennaio.

Il Consiglio di cooperazione si è occupato anche di Iran, esortando il paese a portare prove concrete dei nuovi orientamenti della sua politica regionale; ovvero a dimostrare coi fatti che aderirà davvero all'accordo sul nucleare siglato a Ginevra in novembre con le potenze occidentali.

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