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Lunedì, 24 Giugno 2024
SIRIA / Siria

Siria, l'Onu condanna il massacro di Houla

Il documento è stato votato all'unanimità, ma rimangono i contrasti tra Mosca e Londra

Il Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite ha condannato all'unanimità il massacro nella città siriana di Houla, dove sono rimaste uccise 108 persone, tra cui numerosi bambini.

La condanna - Nel documento si parla di “oltraggioso uso della forza contro i civili” e di violazione delle leggi internazionali. “Il Consiglio di Sicurezza condanna nei termini più forti possibili l'uccisione, confermata dagli osservatori delle Nazioni Unite, di decine di uomini, donne e bambini, e il ferimenti di centinaia di persone nel villaggio di Houla, vicino ad Homs”, si legge nel comunicato riportato sul sito internet di Al Jazeera

La posizione di Mosca - Il documento è stato votato all'unanimità, ma all'interno del Palazzo di Vetro ci sono posizioni contrastanti. Gran Bretagna e Francia avrebbero voluto condannare apertamente il presidente siriano Bashar al-Assad, posizione contro la quale si è schierata Mosca. “Ancora non è chiaro cosa è successo e cosa ha innescato il massacro” ha detto Alexander Pankin, ambasciatore russo alle Nazioni Unite. 

"Atrocità commessa dal governo" - Più netta è la posizione dell'ambasciatore britannico Mark Lyall Grant: “Sembra abbastanza evidente che il massacro di Houla sia stato attuato con l'utilizzo di bombardamenti, di artiglieria pesante e carri armati”. “Si tratta di un'atrocità ed è stata commessa dal governo siriano”, ha concluso Lyall Grant. 

Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, è volato a Mosca, da sempre una delle più strette alleate di Damasco, per discutere della questione siriana. Secondo il suo collega russo, Sergej Lavrov, entrambe le parti sarebbero responsabili del massacro. Lavrov ha inoltre auspicato l'avvio di un processo politico che possa porre fine alle violenze, garantendo però   “la sovranità, l'integrità territoriale e l'indipendenza” del Paese, come riporta la Bbc

La difesa di Damasco - Il governo siriano ha negato ogni tipo di coinvolgimento, attribuendo la responsabilità di quanto accaduto a Houla alle forze ribelli. Bashar Ja'afari, ambasciatore alle Nazioni Unite, ha definito le accuse di Francia, Gran Bretagna e Germania “tsunami di menzogne”

Kofi Annan è intanto atteso oggi in Siria. L'inviato speciale dell'Onu si era già recato nel Paese ad aprile, quando Assad approvò il piano di pace in sei punti che prevede, tra le altre cose, il ritiro dell'esercito dai centri abitati. Al momento nel territorio sono presenti più di 280 i Caschi blu, con il compito di monitorare lo stato del cessate il fuoco, in teoria in vigore in Siria dal 12 aprile. Secondo i dati forniti dall'Onu, la guerra civile in corso da 15 mesi avrebbe fatto ad oggi almeno 10mila vittime. 

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