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Domenica, 16 Gennaio 2022
Siria / Siria

Tensione in Siria. La Turchia chiude l'ambasciata

Oggi e domani forum delle opposizioni siriane ad Istanbul per un "patto nazionale" che rovesci il regime. Erdogan richiama il proprio ambasciatore da Damasco

Sale la tensione sulla questione Siria. La Turchia ha deciso di chiudere la propria ambasciata a Damasco, richiamando temporaneamente il proprio ambasciatore in Siria.

Forum delle opposizioni ad Istanbul - Contemporaneamente i vari gruppi dell'opposizione in Siria hanno in programma nelle prossime ore un incontro ad Istanbul per mettere a punto un "patto nazionale" per rovesciare il regime del presidente Bashar al-Assad. Lo ha annunciato il principale gruppo dell'opposizione siriana, il Consiglio nazionale siriano (Cns), ufficialmente riconosciuto da Usa ed Unione europea, invitando gli altri movimenti anti-Assad a partecipare al summit di due giorni (oggi e domani)nella capitale turca.

Oltre 90mila profughi in Giordania - Il tutto mentre il quotidiano giordano al-Arab al-Youm ha fornito l'ultima, drammatica relazione in merito al numero dei profughi nel paese: dal marzo dello scorso anno ad oggi sono 90mila i siriani che si sono rifugiati in Giordania. 

Medvedev: "Missione Onu ultima chanche" - Dalla Russia arrivano le parole del presidente Dmitri Medvedev che ieri ha incontrato all'aeroporto di Mosca l'inviato delle Nazioni Unite e della Lega Araba per la Siria, Kofi Annan. La missione di Annan in Siria rappresenta, per Medvedev, "l'ultima chance per evitare una guerra civile prolungata". Il presidente russo ha quindi assicurato che fornirà "pieno sostegno" all'ex segretario generale dell'Onu: "vi forniremo ogni aiuto, a tutti i livelli e in tutte le direzioni". 

Immagini dalla rivolta e dalla repressione siriana

Ancora bombe ad Homs - Intanto le notizie che arrivano dalla Siria sono tutt'altro che improntate verso una soluzione a breve termine: sabato l'esercito di Bashar al-Assad ha bombardato in maniera incessante le città di Homs e nella provincia di Hama. Colpi di mortaio sono piovuti sin dalle prime ore dell'alba su Homs, città simbolo della resistenza, da settimane obiettivo dichiarato delle "truppe lealiste". In tutto, sarebbero morte quattro persone, stando a quanto riportato dall'Osservatorio siriano dei diritti umani. Ad Hama il centro delle violenze è stata la città di Qalaat al-Madiq, obiettivo dell'esercito da oltre due settimane. Colpi di mortaio, fuoco pesante e violenti scontri notturni hanno fatto da sfondo a una enorme manifestazione che venerdì ha portato migliaia di persone in piazza.

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