Lunedì, 17 Maggio 2021
Regno Unito

Ex spia avvelenata, il gas nervino era nella valigia della figlia

E' l'ultima indiscrezione rivelata dai quotidiani britannici. Intanto il ministro degli Esteri Boris Johnson accusa: “E' stato un ordine di Putin”

Sergei Skripal (FOTO ANSA)

L'agente nervino che ha ridotto in fin di vita l'ex spia russa Sergei Skripal e la figlia, sarebbe stato nascosto nella valigia della ragazza, prima ancora della partenza da Mosca. Si tratta dell'ultima indiscrezione pubblicata dai media britannici, secondo cui gli investigatori stanno valutando l'ipotesi che un vestito o un regalo possano essere stati impregnati con la sostanza velenosa, sprigionatasi nella casa a Salisbury, dopo l'apertura del bagaglio. Quello che i quotidiani inglesi non chiariscono è l'eventuale esistenza di prove a sostegno di questa tesi, che potrebbe anche essere stata messa sul tavolo per esclusione, visto il mancato ritrovamento di tracce all'arrivo della valigia in Gran Bretagna. 

Johnson accusa Putin

Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson ha rilanciato le accuse per l'attacco alla Russia, tirando in ballo direttamente Vladimir Putin: “E' enormemente probabile che si tratti di una sua decisione”. Sono le parole riportate dai media inglesi, a cui Johnson ha precisato: “Ce l'ho con il Cremilino di Putin e non con il popolo russo”.

La risposta di Peskov

Collegare il presidente russo Vladimir Putin all’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal, come ha fatto il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, è un atto “imperdonabile”: lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Menzionare Putin nel contesto dell’avvelenamento di Skripal “non rappresenta altro che un comportamento scioccante e imperdonabile dal punto di vista diplomatico”, ha concluso Peskov. Johnson aveva dichiarato che la decisione di agire contro Skripal in territorio britannico e utilizzando un agente nervino era stata con ogni probabilità adottata dal Presidente russo; Peskov ha ribadito che Mosca “non ha nulla a che vedere con questa storia”.

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Gb: inchiesta sulla morte di Glushkov

La polizia britannica ha annunciato l'apertura di una inchiesta per omicidio sulla morte dell'esule russo Nikolai Glushkov, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto lunedì nel suo appartamento londinese."Una inchiesta per omicidio è stata aperta a seguito dei risultati dell'autopsia", ha reso noto Scotland Yard in un comunicato in cui precisa che l'inchiesta è stata affidata alla polizia anti-terrorismo.Gli inquirenti hanno precisato che in questa fase escludono "collegamenti" con l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal.

Anche Mosca apre un'inchiesta

 Il Comitato investigativo russo ha aperto un’indagine penale sull’omicidio del socio di Boris Berezovsky, Nikolai Glushkov, e sul tentato omicidio della figlia della ex spia russa Sergei Skripal, Julia Skripal, in Gran Bretagna. Secondo gli investigatori russi “sono indagini particolarmente importanti” l’inchiesta penale sulla morte di Nikolai Glushkov, l’ex top manager di “Aeroflot” e alleato di Boris Berezovsky, e sul tentato omicidio della figlia dell’ex colonnello dei servizi segreti militari russi Gru. Per quanto riguarda Julia Skripal – la 33enne trovata in fin di vita accanto su una panchina di un centro commerciale a Salisbury, Sud dell’Inghilterra – si parla di “tentato omicidio premeditato di un cittadino della Federazione russa”, per Glushkov di “omicidio”.

Il 'caso' arriva a Bruxelles

La vicenda dell'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal in territorio britannico è stata inserita nell'agenda del Consiglio europeo in programma il 22 e 23 marzo a Bruxelles. Lo ha indicato una fonte europea. La questione "sarà discussa giovedì sera la settimana prossima" e "ci saranno delle conclusioni" scritte in proposito al termine del Consiglio europeo che riunirà i leader dei 28, ha riferito la medesima fonte.

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Corbyn: “Nessuna Guerra Fredda con la Russia”

Le responsabilità per l’avvelenamento dell’ex agente doppio russo, che aveva lavorato per l’intelligence britannica, Sergei Skripal, e della figlia Yulia vanno accertate e i responsabili presi, ma non ci può essere una “nuova guerra fredda” con la Russia. E’ questa l’opinione di Jeremy Corbyn, il leader laburista, in un intervento pubblicato dal Guardian. “Come ho detto in parlamento, le autorità russe devono essere chiamate alla loro responsabilità sulla base di prove, e la nostra risposta deve essere decisiva e proporzionata”, ha affermato il leader del Labour. “Non dobbiamo costruire una divisione sulla Russia che non esiste. Non siamo sostenitori del regime di Putin, del suo autoritarismo conservatore, dell’abuso dei diritti umani e della corruzione economica. E rendiamo omaggio ai tanti che fanno campagne per la giustizia sociale e per i diritti umani, compresi quelli LGBT”, ha proseguito. “Tuttavia – ha precisato – questo non significa che dovremmo rassegnarci a una ‘nuova guerra fredda’, all’escalation delle spese per le armi, ai conflitti nel globo e a un’intolleranza maccartista del dissenso. Invece, la Gran Bretagna deve rispettare le sue leggi e i suoi valori senza riserve. E questo dovrebbe essere alleato con una politica estera che usa ogni opportunità per ridurre le tensioni ei l conflitto, laddove possibile”.

Lavrov: “Espelleremo i diplomatici britannici”

La Russia “certamente” espellerà diplomatici britannici in risposta all’espulsione di 23 funzionari russi dalla Gran Bretagna, decisa dal governo di Londra per il caso del tentato omicidio dell’ex spia Sergei Skripal e della figlia Julia nel Sud dell’Inghilterra. “Certo che lo faremo”, ha risposto il ministro degli Esteri Sergey Lavrov a una domanda sulle intenzioni russe di espellere o meno diplomatici britannici.

Senato Usa: “La Nato agisca”

Dentro il partito repubblicano monta la pressione sull’amministrazione Trump affinché coordini con la Nato una risposta contro la Russia, accusata di avere usato un agente nervino nel tentativo di avvelenare una ex spia russa e sua figlia su suolo britannico. Il punto è vedere se e quali Paesi membri della Nato si uniranno al Regno Unito nell’espellere diplomatici russi o nel congelare asset moscoviti. Il senatore John McCain, presidente della commissione dei Servizi armati al Senato, e il collega Ben Sasse hanno scritto una lettera al segretario alla Difesa James Mattis, al direttore uscente della Cia nonché prossimo segretario di Stato Mike Pompeo e a colui che ha preso le veci di Rex Tillerson dopo il suo siluramento come capo della diplomazia Usa. Nella missiva, in cui hanno dato il benvenuto alle nuove sanzioni imposte ieri dagli Usa contro Mosca per la sua interferenza nelle elezioni presidenziali del 2016, i due senatori del Gop hanno espressamente chiesto “di dare la priorità alle discussioni con i nostri alleati della Nato in merito a una risposta collettiva” all’attacco di cui Mosca è stata accusata di essere responsabile.

Parigi, Macron boicotta lo stand russo

Il presidente francese Emmanuel Macron ha inaugurato la Fiera del libro a Parigi e con un gesto simbolico ha ribadito la sua posizione nei confronti della Russia sul caso Skripal, l’ex spia russa avvelenata insieme a sua figlia a Salisbury. Una vicenda che diventa sempre più di interesse mondiale, tra accuse pesanti ed espulsioni di diplomatici.Macron ha visitato i vari stand del padiglione, ma ha ignorato quello della Russia. La tensione tra Mosca, da una parte, e la Gran Bretagna di Theresa May dall’altra, che ha il sostegno di Francia, Germania e di Donald Trump, si sposta così anche in campo letterario.Un gesto annunciato nell’agenda del presidente e catalogato dall’Eliseo come un comportamento “coerente e in segno di solidarietà con l’alleato britannico”, sebbene Macron abbia in programma di incontrare alcuni scrittori russi per mantenere comunque i legami culturali tra i due paesi.

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Ma nello stand russo la decisione non è stata accolta felicemente. Anche perché la Russia ha puntato molto sulla Fiera parigina per lanciare nuovi autori, inviati numerosi a Parigi, e mostrare il rinnovamento della sua letteratura. “Onestamente siamo addolorati – dice Eugene Reznichenko, direttore del Perevod Institut, incaricato di promuovere la traduzione di opere russe nel mondo – non offesi, ma addolorati”.“La letteratura è cultura, è un tentativo di avvicinare le persone mescolando codici culturali, parlando di altri popoli ed etnie. La politica, invece, non avvicina, è sempre fonte di problemi”.

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