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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Lieto fine / Afghanistan

Ritrovato il neonato scomparso dopo essere stato affidato ai marines all'aeroporto di Kabul

L'immagine di Sohail sollevato dai genitori oltre la recinzione dell'aeroporto avevano fatto il giro del mondo. Mesi di angoscia, oggi il lieto fine

E' stato ritrovato sano e salvo in una casa della capitale afghana il bambino di sei mesi che i genitori avevano consegnato ad un marine americano all'aeroporto di Kabul perché lo mettesse in salvo nei giorni concitati della fuga dalla città. Lo rivela il Times. L'immagine del bimbo di sei mesi sollevato dai genitori oltre la recinzione dell'aeroporto avevano fatto il giro del mondo, ma nelle settimane successive avevano rivolto un appello disperato perché si erano perse le tracce di Sohail Ahmad. Il bimbo è stato ritrovato a casa di un tassista afghano. Tornerà dalla sua famiglia. A dire il vero ci sono ancora parecchi aspetti oscuri. Il bimbo dopo essere scampato a un tentativo di sequestro sarebbe stato trovato nell'abitazione del tassista che si sarebbe preso cura di lui fino a ora. Si attendono le conferme ufficiali sull'identità del bimbo.

Le foto avevano fatto il giro del mondo. Mirza Ali Ahmadi e sua moglie Suraya, il 19 agosto, erano nello scalo Hamid Karzai, come migliaia di connazionali, in cerca di una via di fuga. Travolti dalla calca davanti ai cancelli dell'Abby Gate, avevano affidato il loro piccolo (nato due mesi prima) a un militare statunitense. Ma di quel bambino, Sohail, non si avevano più avute notizie.

I genitori, disperati, avevano raccontato la loro storia in esclusiva alla Reuters nella speranza di poter ritrovare il soldato e quindi il loro bambino. Mirza Ali ha 35 anni, Suraya, 32, e gli altri figli di 17, 9, 6 e 3 anni sono stati poi evacuati su un volo che prima li ha portati in Qatar e poi in Germania e alla fine sono atterrati negli Stati Uniti. La famiglia si trova ora a Fort Bliss in Texas con altri rifugiati afghani in attesa di essere reinsediata altrove, sempre in Nordamerica.

Il papà del bambino, Mirza Ali, lavorava come guardia di sicurezza presso l'ambasciata degli Stati Uniti e rimase bloccato con la sua famiglia fuori dalla recinzione dell'aeroporto quando un soldato americano, al di là del filo spinato, gli chiese se avesse avuto bisogno di aiuto. Temendo che il piccolo venisse schiacciato Mirza e sua moglie Suraya lo consegnarono al soldato. La famiglia nelle ore seguenti rimase bloccata a un posto di blocco e una volta dentro l'aeroporto non riuscì più a trovare il bambino. La madre Suraya ha detto di aver visto altri genitori consegnare i loro bambini alle truppe statunitensi oltre la recinzione che li separava dall'ingresso solo di cinque metri. Un comandante militare disse a Mirza che suo figlio era stato inviato in un'area speciale per bambini poiché quel punto dell'aeroporto era troppo pericoloso. Ma il bambino non fu trovato neanche lì. Non fu trovato da nessuna parte. 

Mesi di angoscia. Oggi, il lieto fine.

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