Venerdì, 7 Maggio 2021
La storia incredibile / Brasile

Antonio, il pilota sopravvissuto "miracolosamente" per 36 giorni nella foresta in Amazzonia dopo l'incidente aereo

A salvarlo è stata una donna che cercava noci. Aveva perso il marito per il Covid e cercava qualcosa da mangiare

Una foto e un messaggio per racchiudere una storia a lieto fine, ma che ha dello straordinario. “Questa è Dona Maria Jorge e la sua incredibile famiglia, che mi hanno accolto con cuore aperto e tanto affetto. La mia ammirazione per te non fa che aumentare. Presto ci rivedremo”. Lo ha scritto sul suo profilo instagram Antonio Sena, 36 anni, di professione pilota sopravvissuto allo schianto del suo aereo mentre stava sorvolando l’Amazzonia. Era diretto a una miniera illegale nella riserva di Maicuru in Brasile con il suo Cessna 210. Mentre stava sorvolando l’Amazzonia si è accorto che l’unico motore del suo piccolo aereo a elica stava dando problemi.

L'incidente aereo e lo schianto 

All’improvviso si è spento, a 900 metri di quota. Antonio ha perso il controllo del Cessna e si è schiantato al suolo. Incredibilmente riesce a sopravvivere, ma la parte straordinaria della storia ancora deve arrivare. L’aereo trasportava gasolio, dopo pochissimo dallo schianto è esploso. Eppure Antonio ne è uscito illeso, riuscendo a scappare poco prima che il suo aereo fosse avvolto dalle fiamme. Da lì la sua meravigliosa avventura nella foresta pluviale ammazzonica cibandosi di quello che trovava. Ben 36 giorni trascorsi tra gli insetti, al freddo e con i morsi della fame. Ha raccontato la sua storia al New York Times.

La sopravvivenza nella foresta 

“La prima notte è stata terribile. La foresta era piena di rumori, completamente buia. I momenti difficili sono stati tanti: il dolore per i morsi d’insetti, il freddo, la fame. In quei giorni ho capito per la prima volta nella mia vita che cosa vuole dire essere, davvero, ‘essere affamati’. Solo il pensiero della mia famiglia e la fede in Dio mi hanno sostenuto”. E lo hanno aiutato davvero perché poi Antonio è riuscito a sopravvivere e a raccontare la sua storia. “I soccorritori volavano su di me, ma non riuscivano a vedermi”, racconta. Allora decide di spostarsi. Inizia a camminare senza una direzione precisa, attento solo ad evitare l’attacco di animali.

Salvato da una donna del posto 

Affronta la pioggia coprendosi con palme e foglie di sororoca, la fame mangiando uova di uccello inambu e frutti di breu e sete bevendo l’acqua piovana. Una sopravvivenza resa difficile anche dall’attacco di branchi di scimmie ragno, proprio osservando loro capisce quali alimenti sono commestibili e quali no. Perde 25 chili fino a quando non viene tratto in salvo. Si imbatte in alcuni raccoglitori di noci alla cui guida c’è una donna, Maria Jorge dos Santos Tavares, 67 anni. La donna di recente ha perso il marito per Covid e, per motivi economici, ha iniziato a perlustrare la foresta proprio nella zona dove Antonio si stava aggirando, salvandolo. Antonio è tornato a casa il 6 marzo, da allora racconta la sua storia a giornali e tv ed è talmente incredibile che non è escluso diventi anche un film.

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