Martedì, 26 Gennaio 2021
Russia

Le tre sorelle a processo per aver ucciso il padre che le violentava

Angelina, Krestina e Maria Khachaturyan rischiano da 8 a 20 anni di carcere. Anche se la procura ha certificato che hanno subito "percosse, umiliazioni costanti, minacce e abusi, violenza fisica e sessuale" per tutta la vita e hanno sviluppato una "reazione difensiva" dopo l'ennesimo abuso

Angelina, Krestina e Maria Khachaturyan che nel 2018 avevano 19, 18 e 17 anni, andranno a processo per omicidio premeditato perché sono accusate di aver ucciso a Mosca il padre Mikhail. La loro storia è raccontata oggi dalla Bbc e dal Corriere della Sera. 

Le tre sorelle a processo per aver ucciso il padre che le violentava

Nel luglio 2018 le tre sorellesono state arrestate per averlo aggredito usando un coltello, un martello e uno spray al peperoncino. Successivamente hanno testimoniato che il padre le aveva sottoposte ad abusi prolungati tenendole in ostaggio nella loro casa. Il 57enne Mikhail era stato trovato sul pianerottolo di casa in una pozza di sangue e in un primo momento il viceprocuratore di Mosca aveva formulato un'accusa che prevedeva la legittima difesa. Dopo le pressioni dei settori più conservatori l'accusa è stata cambiata ed è stata aggiunta la premeditazione. Ora rischiano tra gli 8 e i 20 anni di carcere, mentre il Corriere ricorda che in Russia la percentuale di cause penali che si chiudono con il rigetto delle tesi dell’accusa è irrisoria.

Mikhail era estremamente religioso ed era stato anche in pellegrinaggio a Gerusalemme. Era stato denunciato per violenze dalla moglie Aurelia che poi era stata cacciata di casa insieme al figlio maschio Sergej. Il caso ha provocato proteste e una petizione  a sostegno delle sorelle e ha incrementato le richieste di una nuova legge contro la violenza domestica. A gennaio la procura ha certificato che le sorelle Khachaturyan hanno subito "percosse, umiliazioni costanti, minacce e abusi, violenza fisica e sessuale" e hanno così sviluppato una "reazione difensiva". Lui le trattava come schiave, impediva loro di uscire di casa, le picchiava e le violentava in continuazione. 

Quel 27 luglio Mikhail era tornato a casa in stato di alterazione e se l'era presa con le figlie accusandole di aver sprecato soldi e di aver tenuto in disordine la casa. Secondo il racconto le aveva fatte entrare una alla volta in una stanza e aveva spruzzato loro in faccia del gas urticante. Poi si era addormentato su una poltrona. La ricostruzione dell'accusa dice che a quel punto le ragazze hanno deciso di ucciderlo e l'hanno aggredito con un coltello e un martello. Ora rischiano il carcere. 

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