Domenica, 14 Luglio 2024
le ricerche proseguono / Stati Uniti d'America

È finito l'ossigeno nel sottomarino disperso vicino al Titanic

Corsa contro il tempo per ritrovare il Titan, sparito domenica scorsa dopo essersi immerso per un'esplorazione sul relitto del Titanic. Le speranze di poter riportare in superficie i 5 passeggeri a bordo sono flebili

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Sono davvero basse le speranze rimaste per ritrovare il piccolo sommergibile Titan disperso dopo che si era immerso per raggiungere il relitto del Titanic. L'ossigeno a bordo, secondo le stime degli esperti, è esaurito. Ieri, i soccorritori che stanno utilizzando i sonar per cercare il sommergibile con cinque persone a bordo disperso nell'Atlantico hanno rilevato suoni di "colpi" sottomarini nella zona dove il mezzo è scomparso domenica scorsa, 18 giugno. Un aereo canadese P-8 coinvolto nella ricerca "ha sentito dei colpi nell'area ogni 30 minuti. Quattro ore dopo è stato dispiegato un ulteriore sonar e si sentivano ancora dei colpi", ha detto una mail interna inviata ai funzionari del Dipartimento per la sicurezza interna degli Usa. Il sonar ha captato dei colpi anche secondo un promemoria interno del governo degli Stati Uniti, ma il documento non chiarisce quando i rumori sono stati uditi, per quanto tempo e cosa potrebbe averli causati.

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Intanto è stata estesa l'area delle ricerche, ma le speranze di poter trovare e riportare in superficie i 5 passeggeri a bordo sono flebili. Gli esperti spiegano che nel momento in cui fosse ritrovato, ci vorrebbero almeno altre 4 ore per riportarlo in superficie ed aprire il portellone da fuori. L'aria respirabile a bordo del sommergibile Titan disperso nel Nord Atlantico si sarebbe esaurita poco dopo le 5 ora standard orientale - intorno alle 12-13 del 22 giugno in Italia -, secondo quanto ha reso noto la Guardia costiera statunitense, come riporta il quotidiano Independent. Secondo quanto riferito da Sky News, almeno cinque navi si trovano attualmente in zona, mentre altre quattro stanno arrivando. Sky ha detto che i dati di tracciamento marino hanno mostrato che la nave da ricerca Polar Prince, la "nave madre" del sommergibile Titan, si trova nel sito, insieme a una nave per la posa di tubi delle Bahamas, Deep Energy, e a una nave commerciale, Skandi Vinland.

Le navi della guardia costiera canadese John Cabot e Atlantic Merlin sono arrivate nella notte. Impegnata anche l'imbarcazione di ricerca francese L'Atalante. Altre quattro navi, tra cui altre due della guardia costiera canadese, una nave della marina militare canadese e una nave privata di supporto offshore, non dovrebbero invece arrivare prima di giovedì 22 giugno.

L'agenzia di stampa Afp scrive però che secondo gli esperti la fornitura d'aria dipende da una serie di fattori: tra questi la riserva di energia del sommergibile e la situazione delle persone a bordo (che potrebbero consumare più ossigeno se si trovassero in uno stato di alterazione). Anche se il Titan fosse individuato, tuttavia, il salvataggio sarebbe molto complicato, a causa della pressione dell'acqua e dell'oscurità totale. L'esperto Tim Maltin ha affermato che un salvataggio dal sottomarino sul fondo del mare sarebbe quasi impossibile. Il sommergibile francese in arrivo potrebbe essere utilizzato per aiutare a liberare il Titan se è bloccato sul fondo del mare, ma il robot non può sollevare da solo l'imbarcazione da 21.000 libbre (9.525 kg). 

Ieri la Guardia costiera degli Stati Uniti ha confermato che le squadre di soccorso hanno rilevato "rumori sottomarini" nell'area di ricerca in cui il mezzo era scomparso. "L'aereo canadese P-3 ha rilevato rumori sottomarini nell'area di ricerca. Di conseguenza, le operazioni dei Rov (veicoli telecomandati) sono state trasferite nel tentativo di esplorare l'origine di tali rumori", ha dichiarato il primo distretto della Guardia costiera Usa sul suo account Twitter. Le ricerche dei Rov finora "hanno dato esito negativo ma continuano", viene aggiunto. Gli aerei statunitensi e canadesi impegnati nelle ricerche del sommergibile Titan disperso hanno coperto finora un'area di oltre 25.900 chilometri quadrati di mare dal momento della scomparsa.

Il contrammiraglio John Mauger della Guardia Costiera statunitense, che dirige le ricerche del sommergibile, ha riferito che il rumore captato dalle boe sonar "è generato potenzialmente" dagli occupanti dello scafo ma che non ci sono conferme sulla natura del rumore. "Abbiamo raccolto le caratteristiche del rumore e stiamo lavorando sull'analisi di questo", ha spiegato, aggiungendo che ci sono "varie caratteristiche". Le ricerche però finora non hanno dato alcun risultato, come dichiarato dal capitano Jamie Frederick.

Chi sono le persone a bordo

A bordo ci sarebbe il francese Paul Henri Nargeolet, ex comandante di nave, sub di profondità e pilota di sommergibili. Direttore del gruppo di ricerca subacquea per E/M Group e RMS Titanic Inc, Nargeolet è considerato la principale autorità sul sito del relitto ed è possibile fosse il responsabile del sottomarino disperso. A bordo potrebbe inoltre esserci l'uomo d'affari britannico Hamish Harding, noto come aviatore ed esploratore. Harding, che vive negli Emirati, risulta fra chi aveva prenotato il viaggio. Il 58enne sabato scorso aveva postato su Instagram che "a causa del peggior inverno degli ultimi 40 anni, questa missione sarà probabilmente la prima e unica con equipaggio sul Titanic nel 2023. Si è appena aperta una finestra meteorologica e domani tenteremo l'immersione". Sul piccolo sommergibile ci sono anche l'uomo d'affari pakistano Shahzada Dawood, amministratore del Seti Institute, insieme a suo figlio Suleman. La loro presenza è stata confermata da una nota diffusa dalla famiglia. A bordo anche Stockton Rush, l'amministratore delegato di OceanGate, la società che ha organizzato la missione.

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E intanto emergono presunte falle sulla sicurezza delle missioni gestite dalla OceanGate, la compagnia proprietaria del mini sommergibile scomparso dopo l'immersione verso il relitto del Titanic. L'ex direttore delle operazioni marittime di OceanGate aveva sollevato preoccupazioni per la sicurezza prima di essere licenziato. Lo riportano i media Usa citando una causa del 2018. I dubbi di David Lochridge sulla sicurezza del batiscafo scomparso, il Titan, sono contenuti in una risposta che presentò ad un'azione legale intentata contro di lui da OceanGate. Lochridge, pilota di sottomarini e sommozzatore scozzese, aveva iniziato a lavorare per OceanGate nel maggio 2015 come appaltatore indipendente prima di essere promosso a direttore delle operazioni marittime.

Nella causa intentata nello stato di Washington cinque anni fa, Oceangate accusò Lochridge di aver violato un accordo di riservatezza divulgando informazioni confidenziali. In una contro causa, Lochridge affermò di essere stato licenziato da OceanGate nel gennaio 2018 dopo aver "sollevato problemi di sicurezza critici riguardanti il "progetto sperimentale e non testato del Titan di OceanGate". "Lochridge ha espresso inizialmente preoccupazioni verbali sui problemi di sicurezza e controllo di qualità riguardanti la gestione esecutiva di Titan", si legge nei documenti. "Queste comunicazioni verbali furono ignorate".

Il pilota era preoccupato "in particolare per il rifiuto di OceanGate di condurre test critici e non distruttivi della progettazione sperimentale dello scafo". E accusò Oceangate di essersi "rifiutata di pagare il costruttore per realizzare un portellone con oblò che soddisfacesse la profondità richiesta di 4.000 metri", fermandosi ad una certificazione di 1300 metri.

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