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Venerdì, 21 Gennaio 2022
CRISI SPAGNA / Spagna

Spagna, 15 misure "shock" per combattere la disoccupazione giovanile

Il primo ministro presenta 15 misure "shock" per far calare il tasso di disoccupazione giovanile. Ma i sindacati sono pessimisti: "Effetti limitati"

Un piano shock per rilanciare economia e mercato del lavoro. E' quello annunciato ieri dal primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, che tenta in questo modo di far ripartire il dialogo con i sindacati. Le proteste e le manifestazioni di piazza sono all'ordine del giorno e ogni mese migliaia di giovani spagnoli emigrano alla ricerca di un lavoro. L'ha ammesso lo stesso Rajoy: "La crisi sta obbligando molti giovani a lasciare la Spagna, a partire da quelli che non si rassegnano, i più dinamici, quelli che più abbiamo interesse a fare restare" ha detto. “Gli sforzi fatti per conservare questo capitale di talento non saranno mai abbastanza”.

Le 15 misure "shock" per far calare il tasso di disoccupazione giovanile prevedono ad esempio la possibilità per gli under 30 che avviano una impresa di continuare a percepire i sussidi di disoccupazione per nove mesi, oppure addirittura di farsene versare in una unica soluzione l'equivalente dell'intero ammontare.

La misura è un palese tentativo, la cui efficacia reale è tutta da verificare, per regolarizzare l'enorme quota di economia sommersa che si è creata in Spagna. Tra chi ne beneficierà ci sono tutti quei giovani che si dichiarano disoccupati per percepire i sussidi ma in realtà hanno lavori in nero.

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Il pacchetto di misure vale in tutto 3,485 miliardi di euro su quattro anni. Il 32 per cento dei fondi saranno erogati dall'Unione europea. In Spagna più di un cittadino attivo con meno di 25 anni su due è disoccupato. Solo la Grecua ha un più elevato tasso di disoccupazione tra tutte le economie avanzate.

La Spagna investirà anche nella di formazione "per i giovani che non hanno lavoro, né opportunità di occupazione in quanto hanno un deficit di istruzione: sono in 450.000", ha detto il premier. Prevista anche la riduzione dei contributi sociali per 800 euro l'anno, per tre anni al massimo, a favore di coloro che assumano un giovane con meno di 30 anni. L'Ue per parte sua ha previsto di sbloccare 6 miliardi di euro nel suo bilancio 2014-2020 a favore delle regioni in cui la disoccupazione giovanile superi il 25 per cento.

Ugt e Ccoo, i due sindacati iberici più influenti, aspettano ad esultare e non ritengono che le misure siano sufficienti per dare la scossa che serve all'economia spagnola. L'intervento avrà "effetti limitati" a meno che non vada di pari passo con un camio della politica economica. L'austerity non basta più.

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