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Giovedì, 27 Gennaio 2022
SPAGNA / Spagna

Spagna, tutto è in crisi tranne il settore turistico

José Manuel Soria, il ministro del turismo: "Il 2012 è stato un anno eccezionale". Le entrare legate al turismo ammontano a 57 miliardi di euro. Ossigeno puro per l'economia di Madrid

La crisi economica in Spagna sta mettendo in difficoltà fasce sempre più ampie di popolazione. Nel 2012 la salvezza del paese è stato il turismo. Sono soprattutto il sole e le spiagge iberiche ad attirare turisti da tutta Europa. Nell'anno appena concluso l'afflusso di turisti stranieri ha battutto ogni più rosea previsione. In totale sono stati 57,9 milioni, quasi il 2% in più rispetto al 2011. Non è stato superato il record del 2007 (59,2 milioni di turisti) e nemmeno quello del 2006 (58,4 milioni) ma le entrare legate al turismo sono state di circa 57 miliardi di euro. Ossigeno puro per l'economia di Madrid. Anche la Grecia si aggrappa al turismo per sperare in una rapida uscita dalla congiuntura economica negativa.

Dopo la brusca battuta d’arresto subita nel 2009 – con un calo dell’8,7% – in seguito alla difficile congiuntura internazionale, l’incoming in Spagna ha cominciato una lenta risalita nel 2010: il risultato del 2012 costituisce dunque la conferma di una tendenza positiva per la seconda meta turistica europea (al primo posto c’è la Francia).

José Manuel Soria, il ministro del turismo, commenta i dati positivi: "Il 2012 è stato un anno eccezionale - ha commentato. Questo ci induce a sperare che il prossimo anno, durante il quale in molti Paesi si avranno segnali di ripresa, si possa ottenere un altro buon risultato sia in termini di presenze che di spesa".

I turisti italiani in Spagna nel 2012 sono diminuiti del 4,2%. A contriuire al boom sono stati gli arrivi da quei paesi dell'Unione europea in cui la crisi è meno avvertita. Sono aumentata infatti le presenza di tedeschi (+4,1%), scandinavi (+6,2%) e francesi (+6,7%). Gli scandinavi sono quelli che, analizzando il +9,8% nella spesa dei turisti, se la passano meglio mentre i francesi sono stati più "accorti", riducendo la spesa del 3,2%.

La Spagna ha tutta l'intenzione di sfruttare al meglio il suo rinnovato, e per certi versi inaspettato considerato il periodo, appeal truistico. Nel 2013 aumenterà la presenza dei privati all'interno di Turespana e si procederà alla razionalizzazione della distribuzione geografia degli uffici del turismo, all'interno e all'estero, per una maggiore espansione in mercati con maggiori potenziali.

Il punto forte, sul quale si investirà maggiormente, è l'offerta turistica balneare. Sono infatti  Comunità autonome note per le splendide spiagge quelle in cui ci sono stati i maggiori incrementi: Catalogna (13%), Valencia (9%), Baleari (6,4) e Canarie (4,9), mentre la presenza di turisti nella capitale Madrid è addirittura in calo, dell'1,3%. Un caso a parte è la città di Barcellona. Negli ultimi 10 anni Barcellona è diventata uno dei punti di riferimento del turismo mondiale. Dal 2000 al 2011 si è passati dai 3 milioni ai 7 milioni e mezzo di turisti (5,6 milioni sono calcolati al di fuori del periodo estivo) all'anno: un incremento di circa il 136%.

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