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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
SPAGNA / Spagna

La Spagna teme di dover liberare decine di terroristi dell'Eta

Il caso di Ines del Rio, per il quale la Spagna è stata condannata dalla corte europea dei diritti umani, mette in allerta le autorità di Madrid

La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato oggi la Spagna per la detenzione prolungata di una militante dell'Eta, una sentenza che fa temere a Madrid di dover liberare decine di altri detenuti dell'organizzazione armata basca. I giudici di Strasburgo hanno chiesto la liberazione "nel più breve tempo possibile" di Ines Del Rio, 55 anni, condannata fra il 1988 e il 2000 in connessione con una serie di attentati compiuti negli anni '80.

La Spagna ha reagito esprimendo il rammarico per questa sentenza e ribadendo il suo rifiuto a negoziare con l'Eta. "Mi rammarico di questa decisione", ha dichiarato il ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardon, sottolineando tuttavia che la decisione della Cedu "riguarda un caso concreto" e che spetterà ai tribunali pronunciarsi eventualmente su altri casi.

Chiedendo la liberazione della militante Ines del Rio, la Cedu costringe di fatto la Spagna a rivedere i casi di tutti i prigionieri a cui era stata applicata la cosiddetta "Dottrina Parot", fra cui quelli di 54 militanti dell'Eta. La "Dottrina Parot" consiste nell'applicare i condoni maturati non al massimo della condanna stabilito dai Codici penali del 1973 o del 1995, da 20 a 30 anni, bensì al totale delle condanne ricevute, metodo per cui i condoni rimangono praticamente senza effetto.

Nonostante questa decisione, il ministro dell'Interno, Jorge Fernandez Diaz, ha ribadito che il governo spagnolo "non negozierà" con il gruppo separatista che ha annunciato il 20 ottobre 2011 che rinunciava definitivamente alla violenza rifiutando però di smobilitare.

Arrestata nel 1987, Ines del Rio apparteneva al commando Madrid, un commando storico dell'Eta autore dell'attentato di Piazza della Repubblica dominicana a Madrid, nel quale 12 guardie civili furono uccise nel luglio 1986.

Il totale delle pene che le erano state inflitte era di 3.828 anni ma la durata era stata ridotta a 30 anni, la pena massima prevista in Spagna all'epoca della condanna. Secondo il gioco classico dei condoni, la detenuta sarebbe dovuta uscire di prigione dal 2008, ma le autorità spagnole le hanno applicato una nuova giurisprudenza meno favorevole in merito, per l'appunto la "Dottrina Parot", la cui applicazione rinviava la liberazione al 2017.

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