Venerdì, 6 Agosto 2021
"Come George Floyd" / Repubblica Ceca

Il cittadino rom morto dopo un fermo di polizia: "Le loro vite non contano?"

In Repubblica Ceca si discute del caso di un cittadino rom morto dopo un fermo di polizia: video girati sulla scena mostrano un agente che terrebbe il ginocchio sul collo dell'uomo. Le autorità smentiscono parallelismi con la vicenda dell'afroamericano morto a Minneapolis, mentre gli attivisti chiedono indagini indipendenti e puntano il dito contro la violenza e le discriminazioni da parte della polizia

Un uomo a terra, agenti di polizia su di lui, uno gli blocca i piedi, un altro sembra premergli sul collo con il ginocchio, un altro cerca di ammanettarlo. Intorno le voci di passanti e gente alle finestre: "Lo stanno soffocando". Pochi minuti dopo l'uomo non si muove più. Non è George Floyd, ma il cittadino rom ceco Stanislav Tomas. E il video circolato sui social che ritrae la scena, che a molti ha ricordato la morte dell'afroamericano rimasto ucciso durante un violento fermo di polizia a Minneapolis nel 2020, ha suscitato polemiche in Repubblica Ceca, dove è avvenuto il fatto, nella cittadina di Teplice. Una vicenda che sta facendo discutere, anche per i suoi punti ancora oscuri, che per gli attivisti sarebbe l'ennesima dimostrazione del razzismo sistemico che la comunità rom affronta quotidianamente in Repubblica Ceca.

Un portavoce della polizia ceca ha detto che gli agenti sono intervenuti in seguito a una segnalazione su due uomini che in strada litigavano e danneggiavano auto in sosta e una volta sul posto si sono trovati di fronte un uomo ferito e seminudo che si è ribellato agli agenti in maniera aggressiva, costringendoli ad usare "misure coercitive". La versione ufficiale delle autorità è che la morte dell'uomo, che secondo la polizia faceva uso di droghe, non sarebbe collegata all'intervento delle forze dell'ordine: secondo l'autopsia preliminare, l'uomo avrebbe assunto anfetamine e gli esami avrebbero rilevato alterazioni patologiche alle arterie coronarie. In seguito la polizia ha diffuso un altro video che mostra un uomo a terra, seminudo e in evidente stato di agitazione, che poi si scaglia contro un'altra persona per poi prendere a pugni il finestrino di un'auto nelle vicinanze.

Per la polizia quindi nessun parallelismo con George Floyd, ma per la comunità rom la morte di Stanislav Tomas riflette ben altro. "Se era già stato arrestato e aveva le mani ammanettate dietro la schiena, perché si sono inginocchiati su di lui per i successivi tre minuti? È qualcosa che non capisco", ha detto Michael Miko delll'associazione Romanonet, commentando i fatti di Teplice alla Bbc. Per Gwendolyn Albert, attivista e membro del Consiglio del governo ceco per gli affari della minoranza rom, il collegamento con la morte di George Floyd è evidente. "La versione della polizia su quello che è accaduto mette l'accento sul fatto che l'uomo che poi è morto facesse uso di droghe. Se non ci fossero stati i testimoni che hanno ripreso il video dell'incidente, la gente non sarebbe a conoscenza di quello che puoi è accaduto", ha detto al Guardian. Quello che è successo però non è ancora del tutto chiaro. Secondo la rivista online Hlidaci Pes nel video si vedrebbe un agente premere con il ginocchio non sul collo ma sulle scapole e sulla schiena di Tomas, in quella che viene definita una normale procedura da parte della polizia in casi simili. Ma i video che circolano – uno della durata di 27 secondi e uno di più di cinque minuti – sarebbero soltanto due frammenti di un episodio più lungo. Inoltre non ci sono video di Tomas viene caricato sull'ambulanza, dove è stato poi dichiarato morto. Bisognerà attendere l'autopsia per conoscere le cause della morte di Tomas. 

Nella via dove è avvenuto il fatto sono comparse nei giorni scorse candele, striscioni e omaggi a Stanislav Tomas. Qualcuno ha lasciato un nastro nero con la scritta "Na romských ?ivotech zále?í" (ossia "Le vite dei rom contano") mentre sabato prossimo è in programma una manifestazione a Teplice. Da Amnesty International e dal Consiglio d'Europa, ha fatto sapere il portale di informazione sulla comunità rom Romea.cz, sono arrivate richieste alle autorità di ceche per indagini "imparziale e approfondite" su quanto avvenuto.

Tim Gosling su Balkan Insight ha ricordato che "la storia della minoranza in tutto il Paese è disseminata di orribili esempi di abusi, tra cui la sterilizzazione forzata e la segregazione scolastica. I pregiudizi nel mercato immobiliare hanno creato dei ghetti rom dove le condizioni di vita sono a malapena sostenibili. Circa la metà dei 250mila rom della Cechia è classificata come 'socialmente esclusa' nei rapporti del governo". Secondo un sondaggio del 2012 dell'Agenzia per i diritti fondamentali dell'UE (FRA), citato dal Guardian, i rom cechi, insieme ai rom in Italia, sono quelli più discriminati sul lavoro, con oltre il 60% degli intervistati che ha affermato di aver subito discriminazioni sul lavoro per la propria origine etnica, mentre nel 2015 Amnesty International denunciava la "discriminazione sistematica nei confronti dei bambini rom nelle scuole" del paese.

Il ministro dell'Interno Jan Hamacek si è espresso sui fatti di Teplice e lo ha fatto manifestando il proprio "pieno sostegno" agli agenti di polizia, così come il primo ministro Andrej Babis. Per Gosling "la risposta politica alla morte di Tomas riflette la riluttanza della società ceca a riconoscere questi problemi, figuriamoci cercare di affrontarli", dicendosi scettico sulla possibilità che la vicenda di Stanislav Tomas possa innescare un movimento simile al Black Lives Matter per difendere la comunità rom ceca "dalla discriminazione e dalla brutalità che quella minoranza affronta quotidianamente". Gosling sottolinea come "mettendo da parte i dubbi sulle azioni della polizia, come pure la più elementare empatia, la stragrande maggioranza dei commenti vede quello che è successo come il semplice caso di un criminale rom che ha avuto quello che meritava". Nel 2016, un rom di 27 anni - indicato solo con la iniziali M.D. - è morto dopo essere stato bloccato dalla polizia fuori da una pizzeria a Zatec, a soli 50 chilometri da Teplice, in circostanze che anche in quel caso sollevarono dubbi sull'operato degli agenti.

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