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Sabato, 25 Maggio 2024
Guerra in ucraina

"Gli Stati Uniti forniranno bombe a grappolo a Kiev"

Lo riportano i media statunitensi. La Casa Bianca ha fatto sapere che una valutazione è in corso, ma non ci saranno annunci a breve. La reazione di Mosca: "Ulteriore passo verso l'escalation". E torna a parlare Zelensky

Secondo il New York Times (che cita un alto funzionario dell'amministrazione Usa), gli Stati Uniti starebbero per annunciare la fornitura di bombe a grappolo all'Ucraina. Kiev chiede da tempo questo tipo di munizioni, ma finora ha sempre incontrato la resistenza del governo Usa preoccupato dai potenziali danni che queste bombe potrebbero arrecare ai civili. Resistenza che però ora potrebbe cadere. Tant'è che anche la Cbs, citando ancora una volta funzionari statunitensi, scrive che gli Stati Uniti potrebbero decidere entro questa settimana se dare il via libera all'invio delle nuove armi. La reazione di Mosca non si è fatta attendere. L'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha fatto sapere che si tratterebbe di un ulteriore passo verso l'escalation. La fornitura di munizioni a grappolo da parte degli Stati Uniti all'Ucraina è ''sotto attenta valutazione''. Quando in Italia era ormai tardo pomeriggio è arrivata la precisazione di un portavoce della Casa Bianca: "Stiamo valutando la cosa con attenzione" ha detto il funzionario, aggiungendo però che non c'è ancora alcun annuncio da fare in merito.

Cosa sono le bombe a grappolo

Le bombe a grappolo sono armi  di grandi dimensioni che contengono un certo numero di submunizioni. Queste ultime vengono disperse su una vasta area riuscendo a colpire più bersagli contemporaneamente. L'uso di bombe a grappolo non è necessariamente un crimine di guerra, ma può diventarlo se il bersaglio diventano i civili. Si tratta in effetti di munizioni piuttosto controverse tant'è che una convenzione del 2010 ne vieta la produzione e lo stoccaggio nei 123 Stati firmatari.

Queste armi - si legge in un documento della Camera dei deputati - sono in grado di distruggere obiettivi estesi e di colpire bersagli in movimento. Le submunizioni sono inoltre "progettate in modo da esplodere al momento dell'impatto al suolo. Tuttavia, nel caso in cui il dispositivo non funzioni, rimangono attive e possono esplodere al minimo contatto o spostamento, diventando di fatto delle mine terrestri". Il tasso di mancata esplosione dichiarato dalle case produttrici è del 5 per cento, ma i dati raccolti nei Paesi colpiti, si legge nello stesso documento, dimostrano che la percentuale arriva a raggiungere il 25 per cento. 

Zelensky: "Putin non controlla più la situazione"

Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a parlare in un'intervista alla Cnn. "Putin non controlla la situazione nelle regioni", spiega Zelensky attaccando frontalmente il capo del Cremlino. "Non controlla la situazione della sicurezza. Abbiamo capito che il suo esercito è praticamente tutto in Ucraina. Ed è per questo che la Wagner si è mossa così facilmente", dice il presidente ucraino riferendosi alla rivolta del 24 giugno, quando i mercenari di Evgeny Prigozhin marciarono verso Mosca fermandosi a 200 km dalla capitale. 

Secondo Zelensky, Putin non ha nemmeno il polso della situazione al fronte, perché "comanda i vertici e loro hanno paura di perdere i loro incarichi. Ma a livello medio e basso non è in controllo e non capisce cosa succede".

"A volte lo vediamo con chiarezza: parla di posti che sarebbero sotto la bandiera russa, ma che sono sotto nostro controllo. Ciò indica che non è pienamente e adeguatamente informato" ha spiegato ancora il presidente ucraino. "Gli danno solo informazioni positive, non vuole sentire le cose brutte". 

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