Martedì, 3 Agosto 2021
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Privacy, dagli Usa la legge "anti-Apple"

Il Senato è al lavoro per mettere ordine in materia di controllo dei dati personali degli utenti: sarà reato non rispettare la decisione di un tribunale di decrittare le informazioni di uno smartphone. Tutto è partito con il caso scaturito dalla strage di San Bernardino

Apple Store di New York

NEW YORK (USA) - Stavolta gli Stati Uniti andranno fino in fondo. Fino a rimettere ordine in una questione molto complessa che coinvolge, in una disputa sulla privacy e il controllo, il governo americano e la Apple. La commissione Intelligence del Senato sta lavorando infatti a una proposta di legge che renderà reato penale la scelta fatta da Cupertino, ovvero non rispettare la decisione di un tribunale che chiede al colosso di collaborare con il governo nel decrittare le informazioni dell'iPhone del killer di San Bernardino, California, che a dicembre uccise 14 persone.

REPUBBLICANI AL LAVORO - Lo scrive il Wall Street Journal, citando quattro fonti anonime vicine a Richard Burr, repubblicano a capo della commissione Intelligence del Senato. Una mossa che potrebbe inasprire il braccio di ferro tra Washington e la Silicon Valley, visto che anche Facebook e WhatsApp hanno detto di sostenere le posizioni di Apple, che si è rifiutata di decriptare i messaggi del cellulare di Syed Rizwan Farook.

LA BOZZA DELLA LEGGE - Burr non ha ancora terminato la bozza e il Wall Street Journal ha fatto sapere che per ora non c'è alcun accordo tra i politici, in un anno elettorale molto difficile. Così per Burr potrebbe essere molto complesso avere un sostegno bipartisan a una legge che sarebbe percepita dai cittadini come un nuovo attacco alle loro libertà, dopo lo scandalo del Datagate.

LA SITUAZIONE - Negli ultimi anni un numero crescente di aziende ha creato sistemi di criptaggio accessibili solo alle due persone che si sono scambiate un messaggio. Una decisione più volte attaccata dai politici e dalla polizia che invece vorrebbero avere la possibilità (con il benestare di un giudice e in casi straordinari) di entrare e decifrare i messaggi.

LA GUERRA SULLA PRIVACY - Ma i gruppi tecnologici e diverse associazioni per la difesa della privacy sostengono che sia sbagliato per due motivi: da una parte sarebbe una intromissione nella sfera privata di una persona e creerebbe un precedente per ulteriori incursioni. Dall'altra potenzialmente darebbe le chiavi d'accesso a hacker e a governi stranieri a messaggi che dovrebbero restare segreti.

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