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Martedì, 25 Gennaio 2022
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Brasile violento: "Alcune città peggio che la Colombia ai tempi di Escobar"

I dati della Mapa de Violência 2013. Gli omicidi sono in calo a Rio e San Paolo, ma in altre città del paese la situazione è peggiore che a Bogotà e Medellin ai tempi di Pablo Escobar. Tra il 1980 e il 2010 in Brasile sono state uccise con armi da fuoco quasi 800.000 persone

Un rapporto pubblicato dai quotidiani brasiliani, tra cui O Globo, denominato Mapa da Violência 2013, e che si basa sui dati del ministero della Sanità, presenta un quadro impressionante.

Tra il 1980 e il 2010 in Brasile sono state uccise con armi da fuoco quasi 800.000 persone. Per la maggior pate i tratta di giovani sotto i 30 anni vittime di omicidio. la cifra complessiva include anche incidenti, suicidi e morti per cause ignote. Nel dettaglio, sono morte per colpi di arma da fuoco 799.226 persone: 670.946 vittime di omicidio; 79.464 per cause ignote; 34.052 suicidi; 14.764 in incidenti. 450.255 erano giovani tra il 14 e i 29 anni. Nel solo 2010 in Brasile c'è stata una media giornaliera di 106 vittime da arma da fuoco.

Il Brasile si trova al nono posto della tragica classifica per tasso di morti per arma da fuoco ogni 100.000 abitanti. Lo precedono El Salvador, Venezuela, Guatemala e Colombia, tra gli altri.  Tra gli stati brasiliani con i più alti tassi di omicidio Alagoas, Espirito Santo, Pará, Bahia e Paraíba.

Il numero di omicidi per arma da fuoco è aumentato in aree tradizionalmente ospitali del Nord e del Nord-Est ma è diminuito nelle grandi città come San Paolo e Rio de Janeiro. Santa Catarina ha subito un aumento di omicidi del 44,5% nel decennio. La mappa mostra la classifica delle città con più di 20 mila abitanti.

Tra le cinque città più pericolose del paese ci sono Simões Filho, Bahia, con un tasso di omicidi 141,5 ogni 100 mila abitanti; Campina Grande do Sul, Paraná, con 107,0, Lauro de Freitas (BA) con 106, 6, Guaíra con 103,9 e 91,6 a Maceió. Questi numeri sono peggiori di quelli di Medellin e Bogotà, in Colombia, al culmine della potenza dei trafficanti di droga all'epoca di Pablo Escobar.

La percentuale di morti è molto più alta tra la popolazione di colore. Tre anni fa, ad esempio, ci sono stati 9.478 morti di bianchi e 25.026 di neri. La Mapa de Violencia sottoliena come "i neri sono più poveri dei bianchi e vivono in luoghi dove la sicurezza pubblica è insufficiente. A questo si aggiunge che non hanno le risorse dei bianchi per pagare la sicurezza privata".

Julio Jacobo Waiselfisz, coordinatore della Mapa da Violência 2013, ha dichiarato che la priorità della sicurezza pubblica da parte dei governatori e le iniziative del governo federale, come la campagna di disarmo, non sono stati sufficienti a spingere verso il basso i livelli di violenza nel primo decennio di questo secolo.

Il numero di armi che circola nelle città brasiliane è spaventoso: nel 2005, secondo lo studio, circa 15,2 milioni di armi erano in mano a privati. Dieci anni esatti fa in Brasile è entrato in vigore lo statuto di Disarmo, attraverso il quale il governo ha iniziato a promuovere campagne per la consegna delle armi in cambio di un buono fino a 170 euro. Da allora, secondo il ministero della Giustizia, più di 616.446 armi sono state consegnate alle autorità. Nonostante i numeri elevatissimi di vittime per armi da fuoco, i morti sono in calo (un calo leggero ma costante) proprio grazie alle politiche governative. Nel Paese il possesso di armi da fuoco è permesso solo dopo una registrazione e un esame dei precedenti della persona. Fonte : O Globo

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