Domenica, 17 Ottobre 2021
Siria / Siria

Strage di civili da parte del regime siriano: uccisi anche dei neonati

Massacrate almeno 248 persone. Human Rights Watch scrive di aver documentato anche "l'esecuzione di 23 donne e 14 bambini, compresi dei neonati"

Le forze del regime siriano hanno proceduto ad un'esecuzione sommaria di almeno 248 persone nei villaggi di Bayda e Banias il 2 e 3 maggio scorsi. La denuncia arriva da Human Rights Watch (HRW) che oggi ha pubblicato un nuovo rapporto sulla guerra in Siria. Il reale bilancio del massacro potrebbe essere molto più elevato, scrive HRW, secondo la quale si tratta "di una delle esecuzioni sommarie più gravi dall'inizio del conflitto in Siria".

"Mentre l'attenzione del mondo intero è concentrata sul modo per impedire al governo (di Damasco) di utilizzare armi chimiche contro la popolazione, non dobbiamo dimenticare che le forze governative siriane hanno fatto uso di armi convenzionali per uccidere dei civili", ha ricordato Joe Stork, direttore ad interim di HRW per il Medio Oriente. "I sopravvissuti hanno raccontato storie devastanti sul modo in cui i loro familiari disarmati sono stati abbattuti davanti ai loro occhi dalle forze governative o filo-governative".

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I due villaggi dove sono avvenute le stragi, nella provincia costiera di Tartus, sono a maggioranza sunnita, mentre l'area circostante è abitata in maggioranza da alawiti, la comunitaà religiosa di cui fa parte il presidente Bashar Al Assad.

A Bayda - riporta HRW - "i soldati sono entrati nelle case, hanno separato gli uomini e le donne, radunato gli uomini di ogni quartiere in un solo luogo e poi li hanno abbattuti sparando loro addosso a freddo". L'organizzazione scrive di aver documentato anche "l'esecuzione di 23 donne e 14 bambini, compresi dei neonati". Uno dei casi documentati testimonia l'esecuzione di un'intera famiglia, 9 uomini, 3 donne e 14 bambini; unica sopravvissuta una bambina di tre anni, ferita dai proiettili.

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"Il Consiglio di sicurezza ha la possibilità di evitare futuri massacri e non solo quelli con le armi chimiche ma con tutte le armi e da parte di tutti gli attori del conflitto, rinviando il dossier alla Corte Penale internazionale", ha esortato Joe Stork.

La Commissione d'inchiesta incaricata dall'Onu ha accusato il regime di Assad di "crimini contro l'umanità", ma anche le forze di opposizione di "crimini di guerra" in un rapporto che riguarda il periodo tra il 15 maggio e il 15 luglio 2013.

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