Domenica, 20 Giugno 2021
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Strage Las Vegas e "armi facili", gli Usa si interrogano: Paddock aveva un arsenale

Dopo la strage in cui sono morte 59 persone, gli Usa si interrogano per l'ennesima volta sulle "armi facili". La Casa Bianca: "Il presidente è un convinto sostenitore del secondo emendamento", ossia il diritto di avere un'arma. Hillary Clinton: "Opporsi alla lobby". Negli Usa ci sono oltre 300 milioni di armi, più di una per abitante

Veglia di preghiera per le vittime (Ansa)

La polizia ha trovato 23 pistole all'interno della stanza dell'hotel Mirage di Las Vegas, dalla quale Stephen Paddock ha sparato uccidendo almeno 59 persone e ferendone 529. Inoltre il vice sceriffo della contea di Clark, Todd Fasulo, ha fatto sapere che nella casa di Paddock - a Mesquite, a due ore di distanza da Las Vegas - gli agenti hanno trovato 19 pistole.

Paddock aveva un arsenale

Nella sua abitazione la polizia ha recuperato anche migliaia di munizioni e dell'esplosivo. "Non sappiamo come avremmo potuto prevenire questa strage", ha detto ieri sera lo sceriffo, Joseph Lombardo, ricordando che prima dell'attacco di domenica sera Paddock non aveva fatto nulla che potesse insospettire le autorità. Lombardo ha spiegato che nella casa di Paddock a Mesquite sono state trovate "altre armi da fuoco", assieme ad "esplosivi e numerose migliaia di munizioni, oltre ad apparecchiature elettroniche che in questo momento sono oggetto di studio" da parte degli inquirenti. Lo sceriffo di Las Vegas ha riferito inoltre che gli agenti hanno rinvenuto anche un certo quantitativo di tannerite, un tipo di esplosivo formato da una miscela di nitrato e percolato di ammonio, nell'abitazione del killer e nella sua automobile.

Legge sul possesso di armi da fuoco

Secondo l'amministrazione Trump "c'è il momento e il luogo giusto per un dibattito politico" sulla normativa relativa al possesso di armi da fuoco. Come a dire che dopo la "tragedia indicibile" di Las Vegas, ancora sia presto per pensare a se e quali leggi possono essere rese più stringenti. Lo ha fatto capire il portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, parlando durante la conferenza con la stampa, Sanders ha detto che "le indagini sono ancora in corso, il movente non è ancora stato trovato; è prematuro parlare di leggi senza sapere cosa sia esattamente successo la scorsa notte".

Trump sostiene il secondo emendamento

"Il presidente è un convinto sostenitore del secondo emendamento e non ha altro da aggiungere adesso". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, commentando la strage di Las Vegas e le polemiche sull'assenza di leggi più rigorose sul controllo delle armi negli Stati Uniti. Trump sin dall'inizio della sua candidatura ha difeso il secondo emendamento alla Costituzione, che garantisce ai cittadini americani di possedere armi, usandolo come tratto distintivo della sua campagna elettorale. Negli Usa ci sono oltre 300 milioni di armi, ossia più di una per abitante. Pistole, fucili, ma anche strumenti di morte automatici e da assalto pensati per la guerra. 

Clinton: "Opporsi a lobby delle armi"

"Il nostro dolore non e' abbastanza. Possiamo e dobbiamo mettere la politica da parte, prendere posizione contro la Nra (National Rifle Association, la più potente lobby Usa a favore delle armi, ndr) e lavorare insieme per evitare che questo succeda di nuovo": lo ha twittato l'ex segretario di stato Hillary Clinton.

La strage di Las Vegas

Le autorità lo hanno definito un 'lupo solitario', il fratello lo ha descritto come una persona senza affiliazioni politiche o religiose, senza esperienze militari alle spalle; l'Isis ne ha rivendicato le azioni, definendolo un suo "soldato", convertitosi all'Islam "mesi fa". Quello che si sa, è che Stephen Craig Paddock, un uomo bianco di 64 anni, senza precedenti penali, originario di Mesquite, una tranquilla cittadina del Nevada, aveva preso una stanza al 32esimo piano del Mandalay Bay Resort and Casino di Las Vegas il 28 settembre e che, la scorsa notte, intorno alle 22:08, ha cominciato a sparare dalle finestre sugli oltre 22.000 spettatori di un festival di musica country, uccidendo almeno 58 persone e ferendone oltre cinquecento. Quando le forze speciali hanno fatto irruzione nella stanza di Paddock, l'uomo si era già suicidato.

Fake news

Ancora una volta in serata diversi siti di informazione americani hanno criticato Facebook e Google per aver aiutato la diffusione di informazioni false su quanto stava accadendo: le piattaforme hanno aiutato la diffusione di notizie prodotte da troll di estrema destra in cui si incolpava milizie anti-Trump, sostenendo che l'autore della strage fosse un democratico. In altri casi sono state diffuse notizie in cui si sosteneva che l'attentatore fosse un musulmano o si fosse convertito all'Islam.

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