Venerdì, 16 Aprile 2021
Negli Stati Uniti si continua a sparare / Stati Uniti d'America

L'ex campione della Nfl che ha fatto una strage, il padre: “Il football l'ha rovinato”

Phillip Adams ha ucciso cinque persone prima di togliersi la vita. Secondo il genitore non avrebbe mai superato la fine della carriera a causa di un infortunio

“Il football lo ha rovinato”. È racchiusa in questa frase, tanto semplice quanto sibillina, l’unica forma di spiegazione finora avanzata alla strage che ha sconvolto Rock Hill in South Carolina. L’ha pronunciata il papà di Phillip Adams, 32 anni, ex giocatore di football professionista che ha ucciso a sangue freddo cinque persone prima di togliersi la vita. A morire sotto i colpi della sua pistola sono stati Robert Lesslie, uno stimato e conosciuto medico di 70 anni, la moglie Barbara di 69 anni, i due nipotini della coppia di nove e cinque anni e un uomo di 38 anni che in quel momento si trovava in casa loro per eseguire dei lavori.

Le vittime 

Lesslie era un medico famoso, aveva in cura molti degli abitanti della città. Tra questi per molti anni era stato suo paziente anche lo stesso Phillip Adams che tra l’altro abitava a pochi metri dalla casa del dottore che molti descrivono come un uomo affidabile che si divideva tra i suoi pazienti e la famiglia, la moglie, quattro nipoti e nove pronipoti. Una bella e grande famiglia allargata molto conosciuta. Per questo la notizia della strage è stata accolta con grande sgomento, mentre si indaga ancora per comprendere cosa è accaduto nello specifico e cosa possa essere scattato nella mente di Adams.

La sfortunata carriera nella Nfl 

Era considerato una stella del football, aveva giocato con i San Francisco 49ers, New England Patriots, Oakland Raiders, Seattle Seahawks, New York Jets e Atlanta Falcons. Una carriera da professionista iniziata nel 2010 ma finita troppo presto nel 2015. Un grave infortunio aveva compromesso i suoi sogni di gloria nonostante fosse considerato uno dei giocatori più talentuosi della sua generazione. Alla fine della sua prima stagione nella Nfl subì una grave infortunio alla caviglia sinistra che di fatto ne ha compromesso la carriera nonostante i tentativi di recupero e i vari cambi di maglia.  Da quando aveva smesso, però, il buio si era impossessato di lui. Aveva lasciato il football professionistico sei anni fa e, stando a quanto riferisce il padre, non si sarebbe ripreso.

Il suicidio e le parole del padre

Dopo la strage, ancora senza una spiegazione, Phillips è scappato e si è rivolto la pistola contro togliendosi la vita. È morto subito, mettendo la parola fine a una tragedia che in 24 ore ha portato via sei persone. Quando ieri pomeriggio i poliziotti sono stati chiamati per accorrere sul posto hanno pensato ad una strage consumatasi all’interno di una scuola o di un centro commerciale. Non si sarebbero mai aspettati di vedere così tanti corpi in una casa, a colpire soprattutto la vista dei bambini ormai privi di vita. Da quel momento è partita una caccia all'uomo che si è chiusa intorno a mezzanotte al ritrovamento del corpo di Phillips. “Era un bravo ragazzo – ha detto il padre -  il football non lo ha rovinato".

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