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Domenica, 23 Giugno 2024
La guerra nella Striscia / Israele

L'ultimo massacro a Gaza, bombe sulla tendopoli fanno strage di civili: "Decine di morti"

Israele sostiene di aver preso di mira con armi di precisione alcuni comandanti di Hamas nella tendopoli di Tel al-Sultan. Il risultato sono però almeno 50 vittime, secondo fonti palestinesi. Dal 7 ottobre quasi 36.000 morti nella Striscia. Video mostrano cadaveri ustionati e sciolti a terra tra le macerie. Possibili nuovi negoziati da martedì al Cairo, ma non c'è tregua all'orizzonte

Non si ferma l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Devastante raid sulla tendopoli di Tel al-Sultan, nel quartiere nord-occidentale di Rafah. Un campo profughi, teoricamente "zona sicura". Israele sostiene di aver preso di mira con armi di precisione alcuni comandanti di Hamas, il risultato sono però decine e decine di morti in un luogo designato dall'occupazione israeliana come area umanitaria.

Video mostrano cadaveri ustionati e sciolti a terra tra le macerie, donne che urlano, una nuova strage di civili nella città dove sono rifugiati 700 mila sfollati. Ieri otto razzi sono stati lanciati da Hamas su Tel Aviv (non accadeva da quattro mesi): una donna è rimasta ferita.

Attacco su Tel al-Sultan: "Almeno 50 morti"

Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha dichiarato che almeno 50 palestinesi sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti. Secondo il ministero, la maggior parte delle vittime erano donne e bambini sfollati presi di mira da "strumenti di uccisione di massa". L'esercito israeliano ha affermato che nel raid su un presunto compound del gruppo islamista sono stati "eliminati il terrorista Yassin Rabia, comandante della leadership di Hamas in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr), nonché Khaled Nagar, un alto funzionario dell'ala di Hamas in Giudea e Samaria". L'attacco "è stato effettuato nella zona di Tal as Sultan, nel nord-ovest di Rafah, sulla base di precise informazioni di intelligence". Le forze di difesa israeliane (IDF) assicurano che stanno "esaminando l'incidente". "Sappiamo che come risultato dell'attacco e dell'incendio che ne è scaturito, un certo numero di persone non coinvolte è stato ferito", la versione di Israele.

Intanto, uno dei più noti e seguiti giornalisti israeliani, Yinon Magal, celebra su X la strage dei rifugiati palestinesi, pubblicando un video delle conseguenze del bombardamento con l'agghiacciante didascalia: "L'illuminazione principale quest'anno a Rafah". Il tweet è stato poi cancellato.

Unrwa: "Gaza è l'inferno sulla terra"

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Unrwa, ha affermato che le notizie sugli attacchi a Rafah sono "terribili". "Le informazioni provenienti da Rafah su ulteriori attacchi contro le famiglie in cerca di rifugio sono terribili", ha scritto l'Unrwa su X. "Ci sono notizie di vittime di massa, tra cui bambini e donne. Gaza è l'inferno sulla terra. Le immagini di ieri sera ne sono l'ennesima testimonianza", ha affermato.

"Le immagini dei corpi bruciati provenienti sono una cicatrice sul volto dell'umanità"

L'ong ActionAid si è detta "indignata e addolorata dai recenti attacchi a Rafah ovest, dove aerei da combattimento israeliani hanno lanciato otto missili contro rifugi improvvisati che ospitano sfollati interni, vicino ai magazzini dell'Unrwa". E aggiunge: "Le immagini dei corpi bruciati provenienti sono una cicatrice sul volto dell'umanità e della comunità globale, che finora non è riuscita a proteggere la popolazione di Gaza. Uno dei nostri colleghi di ActionAid è scampato per un pelo a questa atrocità, avendo lasciato il rifugio solo un giorno prima dell’attacco. Ma a Gaza la sicurezza di nessuno è garantita".

Dal 7 ottobre uccisi 36mila palestinesi

L'Onu afferma che più di 800.000 palestinesi sono fuggiti da Rafah da quando è iniziata l'offensiva israeliana sulla città più meridionale dell'enclave. Circa 1,5 milioni di persone vi si erano rifugiate per scappare dai combattimenti in altre parti di Gaza.

La campagna militare israeliana a Gaza è iniziata dopo che uomini armati guidati da Hamas hanno attaccato Israele il 7 ottobre, uccidendo in un attacco terroristico su vasta scala circa 1.200 persone,  riportandone altre 252 a Gaza come ostaggi. Da allora, secondo il ministero della Sanità di Gaza gestito dal gruppo islamista, quasi 36.000 palestinesi sono stati uccisi.

Un bambino palestinese ferito nei giorni scorsi. FOTO AP

Nuovi negoziati da martedì

Ieri l'Egitto ha riaperto il valico di Rafah da cui sono entrati, dopo 20 giorni di stop, i primi camion di aiuti umanitari diretti a quello israeliano di Kerem Shalom per poi passare, una volta ispezionati da Israele, nella Striscia. Ora gli occhi sono puntati di nuovo sul Cairo dove da martedì - secondo fonti egiziane che lo hanno riferito alla Cnn -potrebbero riprendere i negoziati, mediati da Egitto Usa e Qatar, per una possibile tregua e il rilascio degli oltre 120 ostaggi israeliani che si ritiene siano ancora vivi e prigionieri a Gaza.

Il Qatar oggi ha però avvertito: l'ultimo attacco israeliano a Rafah potrebbe ostacolare gli sforzi di mediazione per raggiungere un accordo. A dirlo è il ministero degli Esteri, ripreso da Haaretz. All'orizzonte non c'è alcuna tregua.

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