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Domenica, 3 Luglio 2022
Armi Usa / Stati Uniti d'America

Strage Uvalde, la maestra che ha salvato la sua classe: "I 35 minuti più lunghi della mia vita"

Irma ed Eva, due insegnanti della quarta elementare, sono morte da eroine nel tentativo disperato di proteggere i bambini dalla ferocia di Salvador Ramos. Un'altra insegnante racconta come lei e i suoi alunni sono scampati al massacro: "Niente ora sembra più sicuro o normale"

La nuova, agghiacciante strage, in una scuola elementare, la Robb Elementary della cittadina di Uvalde in Texas, ha provocato almeno 21 vittime, 19 bambini di non più di 10 anni e due insegnanti. Mentre le autorità rendono note le identità delle giovani vittime e degli insegnanti coinvolti, un funzionario delle forze dell'ordine vicino all'indagine ha dichiarato in forma anonima all'Associated Press che gli agenti della pattuglia di frontiera hanno avuto problemi a sfondare la porta dell'aula e hanno dovuto convincere un membro del personale scolastico ad aprire la stanza con una chiave per poter fare irruzione e fermare l'assalitore. Il direttore del Dipartimento di pubblica sicurezza Steve McCraw ha detto che sono trascorsi "40 minuti circa" da quando Ramos ha aperto il fuoco sull'ufficiale di sicurezza della scuola a quando è stato ucciso dopo l'operazione dei circa 100 agenti intervenuti.

È la strage di bambini più tragica della storia Usa in una scuola dopo quella di Sandy Hook nel 2012, quando nel Connecticut Adam Lanza uccise 26 persone, di cui 20 ragazzini tra i 6 e i 7 anni. Da allora sono passati quasi dieci lunghi anni, anni nei quali non è cambiato niente. Le leggi sul possesso di armi negli Usa non solo non sono state inasprite, ma è successo persino il contrario in alcuni stati come il Texas

Strage di Uvalde: Ramos ha ucciso 21 persone

A massacrare i giovani alunni e le maestre è stato un giovane descritto come solitario e disadattato, il 18enne Salvador Ramos, che poche ore prima aveva annunciato su Facebook in maniera confusa i suoi piani. Ma sotto processo ci finiscono gli arsenali letali e facili da una costa all’altra del Paese: Ramos, dalle ricostruzioni, ha fatto irruzione a scuola imbracciando pistola e fucile d’assalto. Ne aveva comprati da poco due, con centinaia di cartucce, per il 18esimo compleanno, pochi giorni fa.  Alla Robb Elementary School di Uvalde, città del Texas ai margini, le eroine sono state le due maestre. E il sangue freddo di altre insegnanti ha forse salvato altre vite.

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Irma ed Eva, morte nel tentativo di proteggere i bambini

Due insegnanti di una quarta elementare si sono immolate nel tentativo disperato di proteggere i bambini. La prima è Irma Garcia, 46 anni e maestra da 23. Secondo quanto riferito dalla polizia, ha fatto scudo con il proprio corpo ai piccoli allievi. Lascia quattro bambini. Nel 2019 era stata nominata maestra dell'anno. "La mia Tia non ce l'ha fatta, si è sacrificata proteggendo i bambini nella sua classe, vi prego di pensare alla mia famiglia quando pregate, Irma Garcia è il suo nome ed è morta da Eroe. Era amata da molti e ci mancherà davvero", ha scritto sui social il nipote, Un'amica scrive: "Non ci sono parole. Irma Garcia era un'anima dolce, divertente e meravigliosa. Il mio cuore soffre per la sua straordinaria famiglia. Ho il cuore spezzato. Signore, per favore, sii con tutti loro durante questo incubo".

Già poche ore dopo la strage era emerso il nome dell'altra maestra uccisa. Eva Mireles, 44 anni, insegnava alla Robb da 17 anni, ed era sposata con un ufficiale di polizia e aveva una figlia che frequenta il college. Il marito è un agente di polizia del distretto scolastico: sono stati i suoi colleghi a informarlo della morte della moglie. Solo qualche giorno fa aveva partecipato a un'esercitazione scolastica simulando l'attacco di un uomo armato con i bambini stesi per terra che fingevano di essere morti o feriti. "Mamma sei un'eroina. Continuo a ripetermi che non è vero, voglio solo risentire la tua voce", scrive sui social la figlia. "Voglio che torni a casa da me, mamma, mi manchi in un modo che le parole non possono esprimere", aggiunge. «Non so come farò a vivere senza di te ma mi prenderò cura di papà, ripeterò sempre il tuo nome così che verrà sempre ricordato". La zia di Mireles, Lydia Martinez Delgado, era stata la prima a confermare l'identità della vittima: "Non avrei mai immaginato che questo sarebbe potuto succedere a un familiare" ha detto, rimarcando di essere "furiosa per il fatto che le sparatorie continuano, questi bambini innocenti, con fucili che non dovrebbero essere così facilmente disponibili, in una comunità come la nostra con meno di 20mila abitanti". 

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Il racconto della maestra che ha salvato la sua classe

Alla Nbc ha invece parlato un'altra maestra della scuola. Dopo averci riflettuto su, l'insegnante ha accettato di parlare con un giornalista a condizione du restare anonima, in parte perché, ha detto, gli amministratori distrettuali hanno chiesto ai membri dello staff di non parlare con i giornalisti, ma anche perché è terrorizzata, ha detto. "Niente sembra più sicuro o normale", racconta al giornalista Mike Hixenbaugh. I suoi studenti stavano guardando un film Disney martedì mattina come parte della festa di fine anno. Quando ha sentito degli spari in fondo al corridoio, ha capito subito di cosa si trattasse. Ha gridato ai suoi alunni di mettersi sotto i banchi e si è precipitata a chiudere a chiave la porta della sua classe. I bambini hanno eseguito.  "Sono anni che si preparano a questo", ha detto l'insegnante: "Sapevano che non era un'esercitazione. Sapevamo che dovevamo stare zitti".

Da anni nelle scuole si fanno le esercitazioni di "mass shooting" tra i ragazzi, come da noi quelle anti-incendio. Qualcosa di incomprensibile da questo lato dell'oceano, quotidianità in alcuni stati Usa. Sono stati 35 minuti di paura: "I più lunghi della mia vita", dice I bambini sotto i banchi sono rimasti in silenzio mentre i loro compagni di scuola feriti piangevano dal fondo del corridoio. L'insegnante è rimasta seduta per terra al centro della stanza. Ha cercato di mantenere la calma, ha detto. Per essere forte per loro. Alcuni studenti hanno iniziato a piangere, quindi lei ha fatto cenno di avvicinarsi a lei. Li ha abbracciati stretti. Senza parlare, ha cercato di trasmettere alla classe un messaggio: andrà tutto bene.

Mezz'ora dopo la polizia si è avvicinata dall'esterno dell'aula e ha spaccato i vetri. L'insegnante ha invitato i suoi studenti a mettersi in fila. Veloci e ordinati. Proprio come fanno tutti i giorni a pranzo e durante la ricreazione. Uno per uno, l'insegnante ha tenuto strette le loro mani e ha aiutato ciascuno dei suoi studenti a uscire dalla finestra. "Dopo l'ultimo bambino, mi sono voltata per assicurarmi che tutti fossero fuori", ha detto l'insegnante. Nel corso del pomeriggio si è incontrata di nuovo con i suoi studenti in un'altra struttura scolastica dall'altra parte della città e ha cercato di confortare quelli che erano preoccupati per i loro migliori amici o cugini della classe in fondo al corridoio, quella teatro del massacro di Ramos. Nelle ore seguenti alcuni genitori hanno scritto all'insegnante: "Grazie per aver tenuto il mio bambino al sicuro". 

"Ma non è solo il loro bambino", ha detto l'insegnante, singhiozzando sulla veranda di casa, parlando con il giornalista di Nbc. "E' anche il mio bambino. Non sono miei studenti. Sono i miei figli". La maestra non è in grado di pensare al futuro, o al prossimo anno scolastico. Prima ci saranno i funerali a cui partecipare.  "Voglio che tu lo dica nel tuo articolo", ha detto l'insegnante prima di chiudere la porta a zanzariera. "I nostri figli non se lo meritavano. Erano amati. Non solo dalle loro famiglie, ma anche da noi, dalla loro 'famiglia' a scuola".

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