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Lunedì, 22 Aprile 2024
Armi facili / Stati Uniti d'America

Cosa c'è davvero nella (mini) stretta di Biden sulle armi

Più di 4 statunitensi su 10 vivono in famiglie con almeno un'arma. Il presidente firma un ordine esecutivo per aumentare il numero di controlli su chi acquista. Una vera stretta negli Usa di fatto è impossibile per le posizioni della destra repubblicana, per la forza della lobby armiera e (non ultimo) per il secondo emendamento

Ci riprova Joe Biden. "È l'ora per il Congresso di vietare le armi d'assalto". Così, in un tweet, il presidente americano, che ieri ha firmato un ordine esecutivo per cercare di limitarne l'uso. Non c'è però una stretta totale, anzi. 

Stretta sulle armi? Più o meno

"L'abbiamo fatto nel 1994 e le sparatorie sono diminuite. Dopo che i repubblicani al Congresso lo hanno lasciato scadere, le sparatorie di massa sono triplicate", ha scritto Biden in un altro tweet annunciando di lì a poco la firma dell'ordine esecutivo, avvenuto durante la visita del presidente a Monterey Park, il sobborgo di Los Angeles che a gennaio è stato teatro della sparatoria durante i festeggiamenti per il Capodanno cinese in cui sono state uccise 11 persone e ferite 9.

Il nuovo ordine esecutivo assicurerà "che un numero minore di armi vengano vendute senza controlli sugli acquirenti, e quindi meno armi finiscano in mano di pregiudicati o persone con precedenti di violenze domestiche", spiegano funzionari della Casa Bianca, senza quantificare quanti controlli in più potranno essere realizzati rispetto agli oltre 31 milioni condotti lo scorso anno dal National Instant Background Check System, secondo i dati forniti dall'Fbi. L'obiettivo è aumentare il numero di controlli su chi acquista armi, cercando di avvicinare il più possibile gli Stati Uniti verso 'background check" per tutti anche senza una legge specifica. 

Siamo dalle parti del buonsenso, minimo sindacale o poco più (finora evidentemente mancava in molti casi anche quello): si controllerà se qualcuno è un criminale violento, un molestatore o uno stalker prima di vendergli una pistola. L'ordine esecutivo punta anche ad aumentare l'uso effettivo delle leggi delle "red flags", cioè le notifiche di allarme che dovrebbero quindi avvisare i venditori su acquirenti a rischio, rafforzare le misure per chiamare l'industria che produce armi a rispondere delle sue responsabilità e accelerare gli sforzi delle forze dell'ordine per identificare e catturare i responsabili di sparatorie. Il presidente Biden esorta anche la Federal Trade Commission a diffondere un rapporto pubblico su come l'industria delle armi pubblicizza i suoi prodotti, anche ai minori.

Dopo alcune stragi a gennaio, alcuni senatori democratici avevano presentato in Senato dei disegni di legge per il divieto delle armi d'assalto e per l'innalzamento a 21 anni del limite per l'acquisto di armi. Misure che Joe Biden ha lodato: "Chiedo al Congresso di agire rapidamente e far arrivare sulla mia scrivania il divieto delle armi d'assalto", affermava Biden. Ma il percorso di proposte di legge di quel tipo è storicamente molto accidentato negli States. Non ci sono reali possibilità di un futuro divieto di vendita d'armi d'assalto.

Più di 4 statunitensi su 10 vivono in una famiglia che ha almeno un'arma

Secondo gli ultimi dati a disposizione del prestigioso Pew Research Center, più di 4 statunitensi su 10 vivono in una famiglia che possiede almeno un'arma da fuoco. Se si cambia il parametro d'analisi, balza agli occhi una sproporzione incredibile tra numero di abitanti e armi. Il dato proviene dallo Small Arms Survey, un istituto di studi internazionali di Ginevra secondo il quale, negli Usa, ci sono circa 393,3 milioni di armi per 330 milioni di abitanti.

In passato il New York Times aveva pubblicato un'inchiesta secondo cui gli statunitensi dopo il massacro della Sandy Hook Elementary School, in cui morirono 27 persone, per lo più bambini tra i 6 e i 7 anni, acquistarono, in solo mese, circa 2 milioni di pistole. In pratica, quando si verifica un attacco, le vendite di armi da fuoco aumentano repentinamente. Ma le vendite di pistole e fucili sono cresciute anche all'inizio della pandemia, nella prima fase di restrizioni.

Vari tentativi di modificare le leggi sul libero possesso delle armi sono stati per decenni e decenni stoppati sul nascere, anche, se non soprattutto, grazie al potere della lobby armiera nell'attività legislativa e per l'intransigenza della destra repubblicana.

Morti per armi da fuoco negli Usa nel 2023

Le stragi con armi da fuoco non si fermano

Nell'estate 2022 il presidente Biden ha firmato una legge sulle armi, "la più significativa negli ultimi 30 anni" e la prima, dopo molti anni, a intervenire in materia. Prevedeva, tra l'altro, controlli più serrati per gli acquirenti di età inferiore ai 21 anni, 11 miliardi di dollari di finanziamenti per la salute mentale e 2 miliardi di dollari per i programmi di sicurezza scolastica. Corposi i finanziamenti per gli Stati che si impegnano a ridurre la possibilità che le armi finiscano nelle mani di individui considerati un pericolo per se stessi o per gli altri e si è anche posto fine alla cosiddetta "scappatoia del fidanzato", bloccando la vendita di pistole a quanti sono accusati di violenze domestiche anche contro i partner non sposati. Tuttavia, il provvedimento non interviene sulla vendita di fucili di assalto né su quella dei caricatori ad alta capacità. Le stragi con armi da fuoco non si sono infatti fermate.

Il secondo emendamento della costituzione degli Stati Uniti d'America protegge il diritto di detenere e portare armi: "Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, una ben organizzata Milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare Armi, non potrà essere violato", recita il testo. Gavin Newsom, democratico molto stimato, oltre che governatore della California, lo definisce ormai "un patto suicida". Newsom ha chiarito di non avere "alcuna opposizione ideologica" contro le persone che "responsabilmente" possiedono armi, se vengono fatti controlli sui precedenti penali e se viene fornita formazione su come usarle. 

Qualche controllo in più sugli acquirenti: è il massimo a cui si può realisticamente puntare nell'America del 2023. Il sistema politico statunitense finora si è rifiutato di fare progressi sulle richieste di controlli universali sui precedenti penali per la vendita di armi, sul divieto di vendita di armi d'assalto e caricatori ad alta capacità e anche sull'abrogazione dell'immunità per i produttori di armi.

Il nuovo ordine esecutivo di Biden avrà, di fatto, una portata molto modesta. Il presidente continuerà a chiedere al Congresso di agire: in molti si attendono che il tema delle armi facili avrà un ruolo centrale nella campagna per la rielezione di Biden: cercherà così di ottenere il sostegno degli elettori (tra cui tanti giovani) che ritengono che il governo dovrebbe fare molto di più per limitare la violenza armata.

Circa 8500 persone sono morte per ferite da arma da fuoco negli Usa da inizio 2023 (complessivamente, per tutte le cause, suicidi inclusi). Più di 110 da gennaio i mass shooting, episodi in cui un singolo assalitore causa numerose vittime: sono le stragi quotidiane di cui vi diamo puntualmente notizia.

Cos'è l'originalismo che permette ai repubblicani di difendere il diritto sul possesso di armi

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