Sabato, 31 Luglio 2021
Mondo Nigeria

"Siamo vive": le studentesse rapite da Boko Haram riappaiono in un video

I rapitori hanno diffuso un video che sarebbe stato girato lo scorso Natale e che mostra in volto le studentesse sequestrate due anni fa: i parenti le hanno riconosciute

Le ragazze vennero rapite esattamente due anni fa

I genitori, in lacrime, non hanno dubbi: quelle sono le loro figlie. Le ragazze nigeriane di Chibok rapite nel 2014 dagli estremisti islamici di Boko Haram sarebbero vive: è stato infatti diffuso un video con le immagini delle giovani. Il video, mostrato dalla Cnn, sembra essere stato girato lo scorso Natale. Le 276 ragazze vennero rapite esattamente due anni fa, nella notte del 14 aprile 2014: alcune riuscirono a fuggire, ma di 219 non si era più saputo nulla.

Il senatore Shehu Sani, coinvolto nelle trattative con Boko Haram sulle ragazze di Chibok, ha detto all'Associated Press di considerare il video credibile. Yakubu Nkeki, leader di un gruppo di sostegno ai genitori delle studentesse rapite, ha riferito di aver visto brevemente parte del video della Cnn, nel mezzo dei frequenti blackout che si verificano in Nigeria, e di aver riconosciuto alcune delle ragazze. "Stiamo tutte bene" dice una delle ragazze, enfatizzando la parola "tutte".

RIDATECI LE NOSTRE RAGAZZE - I terroristi islamici di Boko Haram hanno rapito migliaia di persone negli ultimi anni, e i sequestri di massa hanno portato il gruppo all'attenzione del mondo. La campagna sui social network #BringBackOurGirls ("Ridateci le nostre ragazze") è arrivata fino alla Casa Bianca, utilizzata dalla first lady Michelle Obama. Il tentativo fallito del governo nigeriano e dell'esercito di liberare le studentesse aveva causato la condanna unanime del consesso internazionale e portato alla sconfitta del presidente Goodluck Jonathan nelle elezioni dello scorso anno. In un primo momento Jonathan aveva negato che ci fosse stato un rapimento di massa, ma la pressione internazionale presto lo aveva costretto ad accettare aiuto da altri Paesi nelle ricerche delle ragazze. Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia fra gli altri hanno inviato consulenti, tra i quali molti negoziatori, per la liberazione degli ostaggi.



 

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