Mercoledì, 2 Dicembre 2020
L'omaggio / Stati Uniti d'America

Il paziente Covid intubato che suona il violino in terapia intensiva per ringraziare medici e infermieri

Pur molto provato, Grover Wilhelmsen ha voluto rendere omaggio con la sua musica a chi lo stava curando. “Una piccola luce nel buio della pandemia”, ha detto un membro del personale sanitario, commosso dal suo incredibile gesto

Grover Wilhelmsen mentre suona il violino in terapia intensiva

Non potendo esprimere a parole la sua gratitudine, intubato a causa del Covid in un reparto di terapia intensiva, un maestro di musica in pensione ha voluto regalare un momento di serenità grazie alla musica ai medici che si stavano prendendo cura di lui. Grover Wilhelmsen, 70enne ricoverato nell’ospedale McKay-Dee a Ogden nello Utah, ha scritto un giorno un biglietto a un’infermiera chiedendo se sua moglie poteva fargli avere il suo amato violino.

Una richiesta insolita e che è dovuta passare al vaglio della direzione del reparto, che alla fine ha acconsentito. Seduto sul suo letto, attaccato alla macchina che lo aiuta a respirare, Wilhelmsen ha iniziato a suonare inni sacri e canzoni popolari per i suoi medici e per tutti i pazienti. Un momento veramente emozionante, come ha raccontato l’infermiera Ciara Sase, che gli è rimasta seduta a fianco per controllare che tutto andasse bene.

Mi ha fatto piangere. Per tutti noi dello staff vedere un paziente fare questo da intubato è stato incredibile. Anche se molto malato, è stato in grado di farcela. Si capiva quanto significasse per lui. Suonare in un certo senso lo ha aiutato a calmarsi e a concentrarsi”, ha aggiunto l’infermiera, come riporta un comunicato diffuso dallo stesso ospedale per rendere nota la vicenda di Grover Wilhelmsen.

“Quando ha preso in mano il violino è stato un momento davvero scioccante. Sembrava di essere in un sogno”, ha raccontato Matt Harper, un altro membro dello staff dell’ospedale. “Sono abituato a pazienti in condizioni davvero difficili o sedati mentre sono intubati, ma Grover ha trasformato quella difficile situazione in un momento positivo. È sicuramente uno dei ricordi più belli da quando lavoro in terapia intensiva. Una piccola luce nel buio del Covid”.

Grover Wilhelmsen è riuscito a “esibirsi” un altro paio di volte, prima che le sue condizioni peggiorassero e fosse necessario sedarlo; la scorsa settimana è stato trasferito in un’altra struttura, sta migliorando anche se è sempre attaccato alla macchina per la ventilazione. 

Quando sua moglie Diana ha saputo che Grover voleva il suo violino in ospedale non si è per niente sorpresa: “È proprio da lui. Voleva suonare per ringraziarli". Sposati da quasi 50 anni, Diana e Grover si sono ammalati nello stesso periodo. Lei è riuscita a rimanere in casa e a ristabilirsi, mentre per l’uomo è stato ben presto necessario il ricovero in ospedale. La speranza è che Grover possa tornare a casa per Natale.

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