Mercoledì, 12 Maggio 2021
Popoli indigeni / India

"Mowgli" sfrattato per far spazio alle jeep dei turisti

Il dramma dei popoli indigeni della riserva indiana di Kanha, dove Kipling ambientò "Il libro della giungla": cacciati dalle loro terre per non distrubare i turisti che vanno in India per ammirare "Shere Khan"

INDIA - Sacrificati sull'altare del "dio denaro". E' questo il dramma che stanno vivendo i popoli indigeni della riserva indiana di Kanha, celebre per essere l'ambientazione del Libro della giungla di Kipling. Stavolta, però, il cattivo non è Shere Khan, ma tutti quei turisti che, ogni anno, si recano nella riserva per poter ammirare le tigri. Nel nome della "conservazione della tigre", infatti, i popoli Baiga e Gond sono costretti ad abbandonare i loro villaggi, trasformando la riserva in un set fotografico.

A suonare l'allarme è Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, che spiega come "l'area è il territorio ancestrale delle tribù Baiga e Gond, che senza le loro foreste sono condannate a un futuro senza speranza". Una volta sfrattate, continua Survival, le famiglie non hanno ricevuto né terra né aiuti per ricostruire le loro vite all'esterno dell'area a distanza di mesi.

Per questo, la campagna di Survival 'Parks Need Peoples' (I parchi hanno bisogno dei popoli) chiede alle organizzazioni che si occupano di tutela ambientale di difendere anche i diritti territoriali dei popoli indigeni. In fondo, basterebbe incontrare i popoli sfrattati e "chiedere loro di cosa hanno bisogno per proteggere le loro terre, ascoltarli, ed essere poi pronti a sostenerli il più possibile". 

Quanto sta accadendo a Kanha esemplifica bene il lato più preoccupante dell'industria della conservazione: migliaia di turisti scorrazzano per il parco su jeep rumorose per fotografare le tigri assediate, mentre le comunità baiga, che per generazioni si sono prese cura dell'habitat degli animali, vengono distrutte dagli sfratti forzati

E' questo l'urlo di rabbia di Stephen Corry, direttore generale di Survival. "Purtroppo - aggiunge Corry - sembra che i conservazionisti non siano in grado di cogliere la tragica ironia di questa situazione. Se l'India non permetterà ai Baiga e ai Gond di tornare ai loro villaggi e non impedirà che altri abitanti siano cacciati via, le comunità verranno completamente distrutte. Sfrattare le tribù non salverà le tigri".

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