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Domenica, 29 Gennaio 2023
ATTENTATI / Filippine

Così al-Qaida voleva uccidere Papa Francesco

Un attentato terroristico era in programma durante la visita pastorale nelle Filippine. A scoprire e sventare il piano è stato il direttore della polizia, ex capo delle teste di cuoio locali

FILIPPINE - Il gruppo terroristico di al-Qaida, con la complicità del terrorista malese "Marwan", nome di battaglia di Zulkifli bin Abdhir, voleva uccidere Papa Francesco durante la sua visita pastorale nelle Filippine. A scoprire e far saltare il piano è stato Getulio Napenas, direttore della polizia filippina ed ex capo delle teste di cuoio locali.

L'ATTENTATO - Il piano era semplice quanto spaventoso negli effetti che avrebbe potuto produrre: una bomba sarebbe dovuta esplodere al passaggio del Papa nel centro storico della capitale filippina nella sera del 18 gennaio, in Kalaw Avenue, nella zona del parco Rizal, luogo nel quale è stata celebrata la Santa Messa, dove hanno partecipato circa 7 milioni di fedeli.

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IL MASSACRO DI MAMASAPANO - Oggi il direttore della polizia, Getulio Napeñas Jr., è comparso al cospetto del Senato per spiegare - nel corso di un'audizione convocata d'urgenza - cosa è accaduto nel "massacro di Mamasapano" avvenuto lo scorso 25 gennaio: a morire sotto i colpi dei ribelli musulmani del Fronte di liberazione e del "Bangsamoro Islamic Freedom Fighters", in un violento scontro a fuoco sono stati 44 poliziotti "colpevoli" di aver fatto irruzione in un villaggio alla ricerca di due sospetti estremisti islamici: Zulkifli bin Hir, meglio noto come Marwan, appartenente alla Jemaah Islamiyah (Ji), morto durante la sparatoria () e Basit Usman, esperto di esplosivi. Questo il bilancio dell'operazione "Exodus".

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PARLA LA POLIZIA - "Proprio durante la recente visita del Papa nella Filippine abbiamo avuto la conferma che la Jemaah Islamiyah, in coordinamento con Marwan, aveva progettato di far esplodere una bomba al passaggio del convoglio Pontificio a Manila lo scorso 18 gennaio 2015", ha spiegato Getulio Napeñas Jr. "Queste relazioni non sono state né confermate, né smentite dalla Polizia nazionale filippina" ma di certo "è un'informazione ben circostanziata e la fonte dalla quale è arrivata assolutamente attendibile". Marwan, terrorista specializzato in bombe e dispositivi esplosivi attivabili ??a distanza da telefoni cellulari, è stato ucciso durante l'operazione di polizia del 25 gennaio, dove sono morti ben 44 agenti dei servizi segreti. Considerato il Bin Laden asiatico per le sue attività terroristiche in Malesia, Indonesia e nelel Filippine, era nascosto dal 2002 nella zona del Minanao Centrale. "Questo - ha spiegato il capo della polizia - mostra il pericolo che l'organizzazione di Marwan rappresenta per la pubblica sicurezza. Un pericolo che oggi non esiste più grazie agli eroi che hanno portato a termine l'operazione Exodus".

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