Lunedì, 18 Ottobre 2021
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La Svizzera dice sì alle nozze gay

Stravince il sì al referendum. Il paese elvetico ha già autorizzato nel 2007 la registrazione delle unioni di coppie gay, ma questo non implica gli stessi diritti delle nozze

Un risultato netto, una vittoria schiacciante. Il "Matrimonio per tutti", che legalizza le nozze gay in Svizzera, è passato ad ampia maggioranza, con oltre il 60 per cento dei voti. I conservatori e i gruppi vicini alla chiesa si sono opposti all'idea, sostenendo che la decisione metterà a repentaglio la famiglia tradizionale. La Svizzera ha già autorizzato nel 2007 la registrazione delle unioni di coppie gay, ma questo non implica gli stessi diritti delle nozze. Con l'approvazione dei matrimoni, per le coppie gay sarà possibile adottare bambini e per le coppie lesbiche sposate di concepire con lo sperma di donatori.

I risultati sono netti: 64,10% dei "sì" contro il 35,9% di "no". La partecipazione si è attestata al 51,92%, con un'affluenza elevata in particolare nelle città. Il risultato delle urne è stato - come era previsto - piuttosto netto, e il testo è stato approvato in tutti i cantoni, anche quelli storicamente conservatori. A Glarona è stato ad esempio accolto con il 61,12% dei voti, e a Nidvaldo il "sì" ha raggiunto il 61,57%. In Ticino i favorevoli sono risultati il 52,92%, con una partecipazione del 47,95%, nei Grigioni il 62,75%, con una partecipazione del 47,72%. Il Matrimonio per tutti ha avuto particolarmente successo a Basilea Città con un'approvazione del 73,96%. Il cantone più "timido" è risultato invece Appenzello Interno, con "solo" il 50,82% di "sì".

Cosa cambia dopo il referendum

Un anno fa dai seggi elettorali svizzeri era già arrivato un segnale importante: un altro referendum aveva infatti reso reato l’omofobia. Un notevole passo avanti – secondo gli analisti – per un Paese in cui, nonostante la depenalizzazione dell’omosessualità nel 1942, la Polizia ha continuato a tenere “registri gay“, come eventuale prova d’immoralità in caso di crimini. Negli ultimi 20 anni, la maggior parte dei Paesi europei hanno autorizzato le nozze gay. Con il voto di oggi la Svizzera aggiorna la norma sulle unioni civili del 2007 e si allinea a Francia, Germania, Austria, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito.

Il referendum prevedeva anche la possibilità di adozioni congiunte, non solo del figlio del proprio partner. Le coppie di donne hanno inoltre accesso alla donazione di spermatozoi, anche se i figli avranno sempre diritto a conoscere la vera identità del padre biologico. Rimangono infatti vietati l‘anonimato per il seme, ma anche la donazione di ovuli e il cosiddetto utero in affitto. Le unioni civili già registrate si potranno trasformare poi in matrimoni.

"Abbiamo visto un grande cambio di mentalità in Svizzera in 20 anni, che per la Svizzera è un tempo molto rapido. Solo per ricordare, la Svizzera ha impiegato molto più tempo di altri paesi dell'Europa occidentale per aprire al diritto di voto delle donne, ma in materia di accettazione delle persone bi o omosessuali, effettivamente in 20 anni c'è stato un cambiamento enorme", ha spiegato Olga Baranova, portavoce del comitato matrimoni omosessuali.

"Siamo emozionati vedendo i dati dei voti. Personalmente ho fatto coming out negli anni '80 e non è stato sempre divertente - ha dichiarato ai microfoni della Srf il consigliere nazionale Michael Tongi (Verdi/LU) - Spesso si ha l'impressione che in politica non si avanzi mai, ma le cose sono cambiate. Sono felice, ma le lotte per l'eguaglianza continuano". "La proposta è vecchia in realtà, in Svizzera ci vuole sempre un po' di tempo per ottenere le cose, ma quello di oggi è comunque un grande risultato", ha detto ancora. "Ora speriamo che per tutti i giovani fare coming out diventi ancora più semplice", ha concluso il deputato. Totalmente diverso il tono delle reazioni nel campo dei contrari. Per il benessere dei bambini è un "giorno nero", ha sostenuto la consigliera nazionale Monika Rüegger (UDC/OW), del comitato di oppositori. A suo dire, i bimbi ora "non hanno più diritto a crescere con un padre e una madre".

Guaiana (Più Europa): "L'Italia ormai fa parte di una minoranza"

L'Italia riserva a gay e lesbiche solo le unioni civili, un istituto con meno diritti del matrimonio. 

"Quasi due svizzeri su tre si sono dichiarati pienamente d'accordo con il matrimonio egualitario nel referendum di oggi. Con questo voto, diventano 30 i Paesi che riconoscono il matrimonio fra persone dello stesso sesso, 16 dei quali in Europa. E l'Italia? Ormai siamo parte di una minoranza di Paesi europei che continuano a discriminare le coppie dello stesso sesso per quanto riguarda l'accesso all'adozione e alla medicina riproduttiva, per quanto riguarda il riconoscimento alla nascita dei figli per i genitori Lgbti e l'estensione di tale riconoscimento ai minori già nati" comemnta Yuri Guaiana, membro della segreteria di Più Europa.

"Se in Svizzera - aggiunge Guaiana - hanno dovuto attendere 14 anni per passare dalle unioni civili al matrimonio egualitario, noi dobbiamo fare molto prima! Ne va dei diritti dei figli dei genitori Lgbti che la Corte costituzionale ha già chiesto di proteggere in ben due sentenze. Più Europa è a favore di una riforma del diritto di famiglia che riconosca i diritti di tutte e tutti e la libertà di ciascuno di organizzare liberamente la propria vita familiare e privata, e sarà sempre al fianco del movimento Lgbti italiano, sostenendone le lotte!", conclude l'esponente di Più Europa.

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