rotate-mobile
Sabato, 4 Dicembre 2021
SVIZZERA / Svizzera

La Svizzera dice no a un limite alle retribuzioni dei manager

Netta bocciatura per il referendum 1:12

E' stata una bocciatura netta quella che i cittadini della Svizzera hanno riservato all'iniziativa popolare che voleva imporre un drastico limite alle retribuzioni dei dirigenti. Quasi i due terzi dei votanti, un 65,3 per cento hanno espresso un no, mentre i voti favorevoli si sono fermati al 34,7 per cento, secondo i risultati ufficiali provvisori diffusi dall'amministrazione federale a seguito del voto di ieri. Si trattava di una sorta di referendum propositivo (l'iniziativa popolare è uno strumento ampiamente usato nella Conferederazione) che puntava ad imporre per legge il divieto di erogare in una medesima azienda o ente retribuzioni più altre di 12 volte il valore del salario più basso della stessa impresa.

Portata avanti dai giovani socialisti svizzeri con l'appoggio di varie formazioni di sinistra, l'iniziativa era riuscita a fare presa nel contesto di diffuso biasimo popolare per i numerosi episodi di retribuzioni e i bonus stellari a vari manager di grandi gruppi presenti in Svizzera, a volte a dispetto di risultati tutt'altro che soddisfacenti sotto le loro gestioni. La proposta aveva creato un diffuso allarme negli ambienti economici e imprenditoriali, soprattutto quando alcune settimane fa un sondaggio aveva mostrato un apparente testa a testa tra favorevoli e contrari.

Ne era partita una massiccia controcampagna che ha coinvolto tutti gli ambienti imprenditoriali e e liberali del paese, e i sondaggi più recenti avevano anticipato gli esiti effettivi della consultazione.

Dicendosi deluso dai risultati (i promotori presumibilmente speravano di raggiungere almeno un 40 per cento di sì) il presidente dei giovani socialisti Davd Roth ha promesso di continuare gli sforzi per maggiore equità. E in una fase particolarmente accesa del dibattito in Svizzera su questi temi, nei prossimo mesi ci sarà un altro appuntamento di rilievo, con un'altra iniziativa popolare, in questo caso dei sindacati, per imporre un salario minimo per legge a 4.000 franchi al mese. Tuttavia il voto di oggi, come indirettamente rivendicato dal ministro dell'economia Johann Schneider-Amman, può esser visto come un segnale sfavorevole anche sui salari minimi.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Svizzera dice no a un limite alle retribuzioni dei manager

Today è in caricamento