Giovedì, 21 Ottobre 2021
La tensione / Afghanistan

La nuova guerra in Afghanistan è tra talebani e Isis-K

Dopo l'attentato alla moschea di Kabul è arrivata la risposta a nord della capitale. Tra i due gruppi lo scontro entra nel vivo

C'è un nuovo dato preoccupante per la stabilità preoccupante che si era già lasciato intravedere durante le operazioni di evacuazione di agosto e che nelle ultime ore è diventato lampante. La nuova guerra per il controllo dell'Afghanistan vedrà contrapposti i talebani all'Isis-Khorasan. Sarà un conflitto atipico ma sicuramente è purtroppo destinato a insanguinare il Paese nei prossimi mesi. L'attentato delle ultime ore e la risposta talebana sono l'ennesimo scontro in una contrapposizione cominciata con gli attentati all'aeroporto di Kabul di fine agosto. In quell'occasione l'Isis provò a destabilizzare il processo di riappropriazione dei territori da parte dei talebani minando la loro credibilità di fronte alla comunità internazionale.

L'attentato alla moschea di Kabul ha lo stesso obiettivo: colpire in maniera simbolica i talebani per dimostrare che non hanno il completo controllo del Paese, anche al di là delle reali possibilità dell'Isis di creare problemi militari seri al nuovo governo. La risposta delle forze governative talebane non si è fatta attendere. Nelle ultime ore il portavoce dei talebani ha parlato di un attacco sferrato a nord di Kabul grazie al quale sarebbero riusciti a distruggere una cellula dell'Isis-K. Secondo Zabihullah Mujahid, un'unità speciale del suo movimento avrebbe effettuato ieri un'operazione contro esponenti dell'Isis nel 17esimo distretto di Kabul, nel nord della città. "La base dell'Isis è stata completamente distrutta e tutti i membri dell'Isis all'interno sono stati uccisi a seguito di questo attacco decisivo e riuscito", scritto oggi su Twitter.

Lo scontro tra talebani e Isis-K nelle ultime settimane

Una chiara risposta all'attacco di ieri che però fa deflagrare in maniera chiara la contrapposizione tra le due fazioni. Gli attacchi effettuati a Kabul non sono gli unici messi a segno dall'Isis-K. Anche Jalalabad e Mazar-i-Sharif sono state al centro di azioni da parte dell'Isis. In particolare nel capoluogo della provincia del Nangarhar sono stati effettuati attacchi con Ied che hanno portato alla morte di civili e combattenti talebani. Secondo l'Isis sarebbero 35 i talebani uccisi. Proprio il Nangarhar rappresenterebbe la roccaforte dell'Isis-K ed è lì che si stanno concentrando le forze del nuovo governo. Circa 80 persone ritenute vicine allo Stato Islamico sono state arrestate nell'area. È chiaro che i talebani sono disposti a utilizzare il pugno di ferro per soffocare la componente salafita nell'area.

Il gruppo ha anche affermato di aver ucciso Ziya ul-Haq – noto anche come Abu Omar Khorasani – ex leader dell'Isis-K nella prigione Pul-e-Charkhi di Kabul. Lo stesso gruppo è stato anche accusato di aver ucciso Farooq Bengalzai, un leader dell'Isil pachistano scomparso in circostanze misteriose mentre viaggiava nel sud-ovest dell'Afghanistan. Inoltre, il 28 agosto i talebani sono stati accusati di aver arrestato a Kabul Abu Obaidullah Mutawakil, noto studioso salafita. Una settimana dopo, Mutawakil è stato trovato morto. Nonostante abbiano negato il loro coinvolgimento non depone a favore del nuovo governo la successiva chiusura di moschee salafite in 16 diverse province. I talebani si trovano nella situazione di dover combattere l'ala troppo oltranzista dei salafiti senza venire meno ai propri principi e perdere consenso nelle aree del Paese più sensibili all'islam radicale.

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