Sabato, 19 Giugno 2021
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Il soldato che si è tatuato una svastica sul testicolo: condannato a 19 mesi di carcere

Si tratta di un 29enne austriaco. A realizzare l'“opera” è stato il fratello. Per sopportare il dolore ha bevuto due bottiglie di whisky

Un simbolo inequivocabile e discutibile, come del resto anche il punto del corpo scelto per rappresentarlo. Eppure nessuna delle due cose ha fermato un soldato 29enne austriaco che ora per il suo tatuaggio è stato condannato a 19 mesi di carcere. Il problema non sta ovviamente nella decisione di rendere permanente un disegno o una scritta sul corpo, quanto nel simbolo scelto: una svastica. Per sopportare il dolore pare che il giovane si sia scolato due bottiglie di whisky da solo prima che il fratello iniziasse ad incidere quel simbolo sui genitali. E, visto il posto scelto, che potremmo definire alquanto particolare, la cosa sarebbe rimasta tra di loro o quanto meno ristretta ad una cerchia limitata se non fosse stato che il soldato ha cominciato a mostrarlo fiero in giro.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail il giovane al termine di una giornata di esercitazione, probabilmente dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, avrebbe condiviso questa ‘bravata’ con i commilitoni facendo loro vedere il tatuaggio, ma non solo. Come se non bastasse pare che si sia anche fotografato e abbia pubblicato on line le immagini dei suoi genitali tatuati con la svastica. Non sono stati questi gli unici elementi in base ai quali il Tribunale di Klagenfurt ha emesso la sua sentenza. Il soldato è stato inoltre accusato di aver pubblicato foto naziste in un museo bunker della Guerra Fredda, di aver bevuto vino a marchio Hitler e di aver pubblicato online frasi di propaganda nazista.

“Sono dispiaciuto e imbarazzato”

Non sono state rese note le generalità del giovane in virtù delle leggi sulla privacy in vigore in Austria, tuttavia la notizia della sentenza ha fatto scalpore. Il militare pare abbia preso piena coscienza di quanto fatto soltanto nel momento in cui l’indagine era stata già avviata. Durante il processo ha manifestato rimorso affermando di essere sia "dispiaciuto" e anche “imbarazzato” per le sue azioni commesse. "Sono entrato in un giro di cattive compagnie – ha spiegato alla Corte - tutto ciò che non era permesso era qualcosa da fare, ma tutti abbiamo sottovalutato enormemente quanto questo fosse un errore. A parte questo, non posso dare alcuna spiegazione ragionevole sul motivo per cui l'ho fatto”.

Nel corso del processo ha anche ammesso di aver smesso di frequentare quelle esponenti di estrema destra otto anni fa e di aver anche smesso di bere in maniera così forte dopo aver trascorso un periodo dietro le sbarre con l’accusa di aggressione. Il tatuaggio, secondo quanto riferito, sarebbe anche sbiadito nel frattempo e quasi non più visibile. Ma tutte queste circostanze non hanno colpito il Tribunale che lo ha condannato a 19 anni. La legge austriaca punisce severamente coloro che cercano di far rivivere o che glorificano organizzazioni simili al partito nazista. Il suo avvocato ha annunciato che farà ricorso alla sentenza.

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