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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Esteri

"Pronto Rohani? Sono Obama...": primo colloquio Usa-Iran dal '79

Prove di disgelo: non c'era mai stato un contatto diretto tra i leader dei due Paesi dalla rivoluzione islamica. "Risolvere e superare le differenze sul programma nucleare dell'Iran è possibile", ha detto il presidente americano

E' già entrato nella storia il colloquio telefonico tra Barack Obama e Hassan Rohani, il primo contatto diretto tra un presidente americano e uno iraniano dal lontano 1979, anno della rivoluzione islamica. A chiamare, ieri, è stato l’inquilino della Casa Bianca, nel giorno in cui il nuovo leader di Teheran - al suo ultimo giorno newyorkese - ha impresso un’ulteriore accelerazione al dialogo. 

Nella conferenza stampa che ha concluso la sua missione “trionfale” per l’Assemblea generale dell’Onu, Rohani ha infatti pronunciato una promessa: "Presenteremo un primo piano sul nucleare già a Ginevra". L’appuntamento è fissato per il 15 e 16 ottobre, quando nella città svizzera si ritroveranno seduti attorno allo stesso tavolo i Paesi del cosiddetto “5+1” (Usa, Francia, Gb, Russia, Cina e Germania) e i rappresentanti di Teheran. Un tavolo al quale, ha assicurato il presidente iraniano, "parteciperemo senza porre alcuna precondizione". 

A rendere pubblica la chiamata è stato lo stesso Obama, spiegando che "risolvere e superare le differenze sul programma nucleare dell'Iran è possibile". "Auspico una soluzione globale con Teheran", ha poi aggiunto Obama. 

Il presidente americano, che ha spiegato come lui e Rohani abbiano invitato i rispettivi team a "lavorare speditamente per raggiungere un accordo" sul nucleare, ha chiesto all'Iran "azioni significative, verificabili e trasparenti che potrebbero portare ad un alleggerimento delle sanzioni" verso Teheran. 

"La strada per un accordo importante sarà difficile - ha aggiunto Obama - ma questa è l'unica opportunità per fare progressi con il nuovo governo iraniano". Entrambi i leader hanno concordato di dare mandato ai loro ministri degli Esteri, John Kerry e Javad Zarif, di mandare avanti il dialogo il più presto possibile.

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