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Martedì, 18 Giugno 2024
Il giorno dopo l'apocalisse / Turchia

Terremoto Turchia-Siria, perché la doppia scossa ha fatto così tante vittime: incubo 10-15.000 morti

Un bimbo salvato dopo 22 ore. Oggi giorno decisivo per trovare sopravvissuti. Per un sisma altrettanto potente dobbiamo tornare al 2016 in Ecuador. Magnitudo 7,5 per la replica più forte significa una coppia sismica che sbriciola edifici che hanno retto al primo evento. Ma perché sono crollati palazzi di cemento armato accanto a edifici simili integri?

Ventiquattro ore dopo la prima scossa, i soccorritori sono al lavoro in gran parte della Turchia meridionale e della Siria settentrionale. Il devastante terremoto ha ucciso 5.000 persone, ma il bilancio si aggraverà inesorabilmente nei prossimi giorni. La scossa di magnitudo 7,8 con epicentro nei pressi di Gaziantep nelle prime ore di lunedì ha sorpreso la popolazione nel sonno. Un'altra fortissima scossa ha colpito intorno alle 13:30 ora locale. "Non una scossa di assestamento", secondo molti esperti.

Terremoto Turchia-Siria: le vittime potrebbero essere più di 10mila

Il mondo si sta mobilitando, ma è una corsa contro il tempo. Poco tempo. I soccorritori in Turchia e Siria scavano disperatamente tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti dopo che una serie di potenti terremoti ha fatto crollare migliaia di edifici e sollevato lo spettro di un nuovo disastro umanitario in un'area del mondo già devastata dalla guerra, da una crisi di rifugiati, da profondi problemi economici e con temperature gelide. Più di 3.450 edifici sono crollati in 10 città della Turchia meridionale e sudorientale, secondo il ministro della salute turco, Fahrettin Koca.  Le squadre di soccorso provenienti da tutto il mondo vengono dispiegate con urgenza per aiutare a trovare coloro che sono ancora intrappolati, perché le prossime ore saranno fondamentali per la loro sopravvivenza. Un bambino è stato salvato dopo 22 ore sotto le macerie di un palazzo crollato.

Incubo 10mila morti

L'Oms non lascia molto spazio alle illusioni: le vittime del sisma alla fine potrebbero essere addirittura più di 20mila. L'Usgs, il servizio geologico americano, stima in 10mila vittime il possibile bilancio finale della scossa, e in 10 miliardi di dollari le perdite economiche. La previsione viene fatta in base all’accelerazione subita dal suolo, alla densità abitativa e alla natura delle costruzioni.

Il bilancio delle vittime potrebbe alla fine salire a 15-20.000 persone: a dirlo è stata Catherine Smallwood, responsabile delle emergenze per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. "C'è sempre la possibilità che si verifichino altri crolli, per cui spesso vediamo che i numeri iniziali si ottuplicano", ha dichiarato aggiungendo che "purtroppo, con i terremoti si verifica sempre la stessa cosa: i rapporti iniziali sul numero di persone morte o ferite aumentano in modo significativo nella settimana successiva".

Il primo sisma ieri ha colpito mentre le persone dormivano: il bilancio di uno dei terremoti più potenti nella regione da almeno un secolo sarà pesantissimo anche per quel motivo.

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Per trovare un sisma così potente: Ecuador 2016

La scossa è stata mille volte più forte rispetto a quella che nel 2016 ha colpito Amatrice e 30 volte più potente di quella che devastò l'Irpinia nel 1980. Per trovare un sisma altrettanto potente dobbiamo tornare al 2016 in Ecuador e all’anno prima in Afghanistan, quando ci furono circa 9mila vittime. Il suolo dell'Anatolia si è spostato di almeno tre metri: è la firma di uno dei terremoti più violenti mai registrati in Turchia. 

Corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate sotto le macerie dopo che centinaia di edifici sono crollati in entrambi i paesi. I leader mondiali si sono impegnati a inviare aiuti dopo che la Turchia ha lanciato un appello internazionale. Il terremoto mattutino e dozzine di scosse di assestamento hanno spazzato via interi condomini in Turchia e accumulato ulteriore distruzione sulle comunità siriane già devastate da oltre un decennio di guerra. L'International Rescue Committee (IRC) ha chiesto maggiori finanziamenti per gli aiuti umanitari in Siria, affermando che molte persone nel nord-ovest del paese sono già state sfollate fino a 20 volte. La Siria è stata scossa dalla furia della natura mentre il paese è logorato da più di un decennio di guerra, diviso in aree governative e controllate dai ribelli. Una delle regioni più colpite è Idlib, l'ultima enclave controllata dall'opposizione nel nord, lungo il confine turco. Anche prima di questo disastro, era una delle parti del mondo più difficili da raggiungere per le agenzie umanitarie: c'è solo un piccolo valico, attraverso Bab al-Hawa, al confine turco.

Mappa dal Wall Street Journal

La terra si è spostata di almeno tre metri

Le forti scosse di terremoto che hanno colpito la Turchia centro-meridionale e la confinante Siria rappresentano uno degli "scenari peggiori" secondo Stephen Hicks, sismologo dell'University College di Londra. Un'immensa ferita lunga 150 chilometri: è la terra che si è spaccata in Anatolia. Quello che si è verificato in Turchia in questo caso è una sorta di scenario peggiore: un terremoto molto forte di magnitudo 7.8, ma anche a bassa profondità La Turchia si trova su due faglie: quella dell'Anatolia settentrionale, a Est di Istanbul, regione in cui sono stati registrati molti dei più grandi terremoti degli ultimi decenni. E un'altra chiamata zona di faglia dell'Anatolia orientale, ed è qui che si è verificato questo terremoto. Non era mai stato registrato un terremoto di questa potenza in quella zona da quando esistono i sismometri in tutto il mondo per il monitoraggio, quindi dal 1900 circa. Ma se si risale alle testimonianze storiche risalenti a molti secoli fa, ci sono prove di terremoti simili. Ci saranno decine di migliaia, se non centinaia di migliaia, di scosse di assestamento, la maggior parte di queste probabilmente lievi ma c'è ancora la possibilità di forti scosse nei prossimi giorni.

Magnitudo 7,5 per la replica più forte dopo la prima scossa significa una coppia sismica che sbriciola anche quanto, strutturalmente indebolito, ha retto comunque al primo evento. Il tutto a soli 25 km di profondità, fatto che ha aggravato i danni e moltiplicato le conseguenze.

La scossa, seguita da centinaia di repliche, è stata registrata dai sismografi di tutto il mondo, fino alla Groenlandia, come ha rilevato l'Istituto geologico danese. Il terremoto è avvenuto in una zona altamente sismica, punto d'incontro della placca Est anatolica, di quella Arabica e dell'Africana, con la prima che viene schiacciata dalla placca Arabica e spinta a Ovest, verso l'Egeo. Ad attivarsi è stata una delle due grandi faglie che attraversano la Turchia, quella Sud-Est anatolica, che "è una delle più attive nel Medio Oriente, insieme a quella del Mar Morto che attraversa Siria, Libano Israele e Giordania e che separa la placca Araba da quella Africana", osserva il presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. E' lungo questa faglia che i due lembi del suolo si sono spostati: "Nella zona di massimo movimento è avvenuto uno spostamento di almeno tre metri", aggiunge Doglioni. Causa dello slittamento è stato un movimento "di tipo transpressivo", vale a dire che lungo la faglia il suolo si è spostato in senso orizzontale (quindi con un movimento di tipo trascorrente), durante il quale è avvenuta anche una compressione fra la placca Anatolica e quella Araba. "Lo spostamento di tre metri è una prima stima", osserva il presidente dell'Ingv e misure più precise, "saranno disponibili non appena avremo i dati satellitari. Al momento abbiamo a disposizione solo modelli numerici".

Terremoto in Turchia e Siria foto Ansa Epa-2

Doppietta o scosse di assestamento? I pareri degli scienziati

Ci sono pareri diversi tra gli esperti sulla natura dei due terremoti che hanno scosso il sud-est della Turchia e il nord della Siria, causando migliaia di vittime.
Per alcuni, potrebbero essere dovuti a un fenomeno sismico "insolito" noto come "doppietta". Ad esempio, Suzan van der Lee, esperta di sismologia e docente presso la Northwestern University (Illinois, USA), ha spiegato a EFE che questo è il termine appropriato per indicare "una coppia di terremoti di magnitudo comparabile che si verificano molto vicini nello spazio e nel tempo". Un concetto che la stessa Van der Lee applica alla situazione vissuta in Turchia e Siria, che descrive come "relativamente insolita". Si trova d'accordo con questa interpretazione anche il già citato Stephen Sicks (University College di Londra), ma Hector Gonzalez-Huizar, membro di Temblor, un'organizzazione americana che si occupa di valutazione del rischio sismico, obietta che il significato di "doppietta" risponde a quei casi in cui un secondo terremoto si verifica sulla stessa faglia a distanza di poco tempo; oppure quando un terremoto si verifica subito dopo praticamente nello stesso punto. "Non la considererei una doppietta, ma una scossa di assestamento della prima. Dico questo perché gli epicentri erano a circa 100 chilometri di distanza l'uno dall'altro e il secondo terremoto si è' verificato circa nove ore dopo", ha dichiarato Gonzalez-Huizar.

La Turchia e la Siria si trovano in una regione molto attiva dal punto di vista sismico, dove la grande placca tettonica araba converge nel suo spostamento verso nord con la placca anatolica, che si muove lateralmente in direzione ovest verso il Mar Egeo (placca eurasiatica). Gonzalez Huizar, attualmente anche capo sezione presso il Centro per la ricerca scientifica e l'istruzione superiore di Ensenada (Messico), ha utilizzato questo punto per sostenere che i due terremoti "non si sono verificati sulla stessa faglia" ma "appartengono al sistema che comprende la faglia anatolica orientale". Tale ipotesi sarebbe rafforzata dal fatto che c'è stata una "grande differenza" nell'energia rilasciata, nonostante il fatto che lo 0,3 sulla scala Richter "possa sembrare il contrario".

Per Wendy Bohon, esperta di terremoti e membro dell'American Association for Advancement of Science, "sebbene i sismologi non siano d'accordo" nel definire i casi di Turchia e Siria come una sequenza sismica progressiva ("doppietta") o come un terremoto principale più una scossa di assestamento, entrambi sono correlati. "La prima scossa di magnitudo 7,8 ha causato cambiamenti nello stress crostale su questo confine di placca e questo ha influenzato la seconda scossa di magnitudo 7,5", ha detto Bohon. Qualcosa che si sarebbe verificato quando la faglia ha perso gran parte del suo rilievo, a causa della sua "intensa attività sismica", e che potrebbe generare nuovi terremoti con "relativa facilita'", ha sottolineato a EFE Jonathan Stewart, sismologo e professore all'Università della California (UCLA). Secondo l'analisi del Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS), su una cosa sono concordi gli esperti: l'impatto delle scosse avrebbe potuto essere mitigato se i sistemi di allarme sismico fossero stati più sofisticati e se ci fossero state infrastrutture più solide.

"Il boom dell'edilizia turca è avvenuto in maniera incontrollata"

Gli esperti avvertivano da lungo tempo che ci sarebbe stato un grosso terremoto in quella zona e ieri erano furiosi perché per l'ennesima volta non sono stati ascoltati, soprattutto dopo il terremoto del 1999 che è costato la vita a più di 17 mila persone e ha provocato migliaia di sfollati e feriti: non uccide il terremoto, uccidono gli edifici. 

"Quando vediamo palazzi di cemento armato schiacciati in quel modo e magari accanto palazzi simili perfettamente integri, vuol dire che si è costruito male - dice il geologo Mario Tozzi in un intervento sulla Stampa -  Già nel 1999 a Izmit emerse un quadro preoccupante: il boom dell'edilizia turca era avvenuto in maniera incontrollata e non pianificata, con poco rispetto per il rischio sismico e con una speculazione che aveva trasformato, sostanzialmente, alcuni grossisti alimentari in costruttori privi di scrupoli che hanno innalzato edifici molto alti e poco sicuri, pur utilizzando il cemento armato. Quel terremoto, provocato da un'altra faglia (quella Nord-Anatolica), causò 17.000 morti e l'ingressione semipermanente delle acque del Mar di Marmara nelle zone più basse della città. Istanbul è a soli cento km di distanza e gli epicentri lungo la faglia Nord-anatolica si spostano progressivamente verso la città. In questo caso, però, conta anche la progettazione antisismica e l'uso di materiali di qualità, precetto che non sembra essere stato sempre rispettato. Insomma - spiega l'esperto - anche nel caso di un terremoto così forte, gli eventi naturali diventano catastrofi solo per nostre responsabilità".

Intanto la terra continua a tremare. In Turchia centrale una scossa è stata di magnitudo 5.6 nella notte appena trascorsa. Ci sono state già più di 100 scosse di assestamento minori registrate dai sismologi.

"L'unità di crisi del ministero degli Esteri ha rintracciato tutti gli italiani che erano nella zona del sisma. Tranne uno. Si sta cercando ancora un nostro connazionale, in Turchia per ragioni di lavoro. La Farnesina, fino ad ora, non è riuscita ad entrare in contatto con lui": è quanto ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

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