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Martedì, 18 Giugno 2024
Panico a bordo

Terrore sul volo diretto a Roma: aereo perde quota per 8mila metri in 10 minuti

Un Boeing 777 della United Airlines, partito dagli Stati Uniti e diretto in Italia, è stato costretto a un atterraggio d'emergenza a causa di un guasto riscontrato poco dopo il decollo

Dieci minuti di puro terrore, un breve lasso di tempo che sarà sembrato infinito ai passeggeri di un volo della United Airlines partito dagli Stati Uniti e diretto a Roma, che è "precipitato" per circa 8mila metri in dieci minuti ed è stato costretto a invertire la rotta per tornare all'aeroporto del New Jersey. Come riportano i media statunitensi, il boeing è decollato mercoledì scorso dall'aeroporto internazionale di Newark Liberty, nel New Jersey, ma qualche minuto dopo la partenza, il velivolo ha manifestato qualche problema, iniziando la sua terrificante discesa verso il suolo. L'aereo ha perso improvvisamente quota per oltre 28mila piedi, cioè circa 8.500 metri, in soli dieci minuti, passando da un'altitudine di 11mila piedi a meno di 3mila. 

A bordo si è scatenato il panico, ma per fortuna, dopo 10 interminabili minuti di discesa libera, la situazione è tornata sotto controllo e il pilota è riuscito a tornare in New Jersey per un atterraggio di emergenza. "C'è stato un problema con la pressurizzazione della cabina, è tornato indietro - ha detto il portavoce della compagnia aerea - i 270 passeggeri e i 14 membri dell'equipaggio sono stati trasferiti su un altro velivolo e hanno raggiunto l'Italia". Problematiche confermate anche dalla Federal Aviation Administration (Faa), l'ente statunitense che si occupa di regolamentare i voli: "L'aereo ha avuto un problema di pressurizzazione". 

In questi casi sono gli stessi piloti che, in via precauzionale, scelgono di scendere di quota: si tratta di una procedura prevista in presenza di problemi di pressurizzazione. Visto che la pressione all'interno dell'aereo viene mantenuta artificialmente a livelli pari a quelli tra 1.500 e 2.500 metri di quota, in presenza di malfunzionamenti i piloti scendono fisicamente a quota 1.500-2.500 metri così da permettere ai passeggeri di respirare tranquillamente anche con l'impianto guasto.

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