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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
La decisione

Terza dose di vaccino: il Regno Unito rompe gli indugi e prepara la campagna d'autunno

Il National Health Service ha ricevuto il via libera per iniziare a programmare i richiami a partire da settembre

Il Regno Unito ha deciso: la terza dose si farà. Come riportano i giornali d’oltremanica, il National Health Service (il servizio sanitario nazionale) ha ricevuto il via libera per iniziare a programmare la campagna di immunizzazione in vista dell’autunno. A ricevere un ulteriore richiamo del vaccino, salvo ripensamenti, saranno circa 30 milioni di inglesi, riporta la BBC, in sostanza tutti gli adulti sopra i 50 anni, operatori sanitari e immunodepressi. Non è stato ancora deciso quali vaccini verranno utilizzati. Ma intanto si inizia a programmare il prossimo futuro. In sostanza gli esperti di sanità pubblica ritengono che per proteggere le persone vulnerabili durante l'inverno potrebbe essere necessaria una terza dose di vaccino. Anche perché non è ancora chiaro quanto duri l’immunità garantita dalle due dosi. 

E in Italia? Per adesso da noi le autorità sanitarie non si sono espresse, ma non è affatto escluso che si possa ricorrere ad una terza dose. Per Roberto Cauda, direttore della clinica di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma, bisognerebbe però iniziare a discuterne. "Oggi abbiamo un numero di contagi molto basso - ha spiegato il primario del Gemelli - quindi dovremmo approfittare di questo momento di relativa calma sia per programmare degli studi finalizzati a capire la validità di un percorso con la terza dose di vaccino a Rna, sia per verificarne gli effetti. Ci sono già alcuni studi condotti a livello internazionale ma possiamo, dovremmo, programmarne di nuovi". 

"Ad oggi sappiamo, dalla sperimentazione animale -  ha aggiunto Cauda - che una terza dose con un vaccino a Rna può indurre una infiammazione sistemica. Servono quindi dei dati, per questo gli studi. Ne cito uno: sul New England journal of Medicine, un gruppo di ricercatori dell'università di Tolosa ha pubblicato una lettera sui risultati di una somministrazione di vaccino, in terza dose, a soggetti trapiantati, il 40% dei quali ha sviluppato una risposta immunitaria, contrariamente alle altre dosi che non avevano generato alcuna reazione immunologica. Una strada di studio potrebbe essere capire come indurre una risposta immunitaria con più somministrazioni, la durata dell'immunità e il profilo di sicurezza con più dosi".
 

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