Venerdì, 4 Dicembre 2020

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Tiny House, le casette d'emergenza per i rifugiati

Utilizzater già negli Usa per le persone rimaste senza casa dopo l'uragano Katrina, queste casette sono i prototipi più all'avanguardia in fatto di  "alloggi d'emergenza": ora in Germania architetti, designer e rifugiati si sono messi assieme per creare degne sistemazioni alla popolazione di profughi o altre persone bisognose.

Dopo avere visto i richiedenti asilo in fila per registrarsi nella capitale tedesca, l'architetto Bo Le-Mentzel ha letteralmente preso i suoi arnesi e ha iniziato a lavorare:

"Era freddo in inverno, cadeva la neve, pioveva e loro dovevano dormire in strada davanti all'ufficio di registrazione e così, ho semplicemente preso il mio trapano, raccolto un po' di legno che ho trovato qui e là in strada e lo abbiamo accatastato, dove 20, 30, 40 persone stavano aspettando in piedi e abbiamo semplicemente iniziato a costruire".

E' nato così il progetto universitario "Tiny House", che ha messo insieme architetti, designer e rifugiati.

Alì è un rifugiato curdo della Siria e un abile carpentiere. Senza i documenti, tuttavia, non riesce a trovare lavoro in Germania. Si augura che questa esperienza gli apra le porte del mercato nel paese che lo ospita:

"Lavoravo come carpentiere in Siria e anche in Libano e ora in Germania. Ho costruito una tiny house a Stoccarda e ora sto costruendo questa con i miei colleghi".

Per quanto le case siano piccole, questo team sogna in grande. Immagina intere comunità fatte in questo modo, ma arricchite da librerie, caffè e start up. L'affitto previsto sarebbe di 100 euro al mese per un monolocale di 10 metri quadrati con angolo cottura, per contrastare la speculazione edilizia esistente.

Noam Goldstein, membro del team, sta costruendo una casetta con bancali (pallet) riciclati, che sarà alimentata con pannelli solari:

"Dà alla gente uno stile di vita più minimalista e semplice. Credo che la gente che abita in case piccole sappia davvero scegliere il tempo in modo saggio".

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