Martedì, 11 Maggio 2021
Il caso / Francia

La città che vuole togliere gli aiuti comunali alle famiglie dei minori che commettono reati

In Francia l'ultimo caso in ordine di tempo è quello di Caudry, dove il sindaco di centrodestra ha presentato un provvedimento adottato all’unanimità dal servizio preposto all'assistenza sociale: una soluzione estrema per responsabilizzare giovani e famiglie, mentre a sinistra tuonano contro quello che viene definito un attacco diritti e valori

Una soluzione che fa fa discutere. A Caudry, cittadina di poco più di 14mila abitanti nel nord della Francia, il sindaco vuole privare dell'assistenza sociale del Comune le famiglie di chi commette reati. Da tempo la città si trova alla prese con un problema di criminalità soprattutto minorile e Frédéric Bricout, sindaco del partito di centrodestra UDI, ha detto di aver provato di tutto e che questa sembra ora l'unica risposta, ossia colpire direttamente dal punto di vista economico le famiglie dei "delinquenti" che non intervengono e non responsabilizzano i figli.

Via gli aiuti alle famiglie dei minori che delinquono: il caso di Caudry

Il provvedimento riguarderà le famiglie "il cui membro è stato oggetto di un richiamo o per il quale è stato rifiutato il sostegno genitoriale proposto dal Consiglio dei diritti e dei doveri delle famiglie (CDDF) o è soggetto a sentenza definitiva in seguito a un reato recante danno all'ordine pubblico o nei confronti del Comune", si legge nella delibera consultata dall'Afp e adottata il 13 aprile dal Centro comunale di azione sociale (CCAS), ossia il servizio preposto all'assistenza sociale, dopo una votazione all'unanimità. Il provvedimento approvato dal CCAS riguarda una serie di "aiuti facoltativi", ad esempio l'assistenza per il pagamento della mensa fino a 260 euro, quella per il pagamento della bolletta elettrica o l'accesso al negozio di alimentari solidale del comune, che offre cibo e generi di prima necessità a prezzi calmierati.

Bricout ha ribadito che si tratta in ogni caso di una situazione limite: "Prima convocheremo le famiglie al CDDF, chiederemo al minore di adottare un diverso comportamento e, se non lo farà, allora elimineremo questi aiuti come estremo rimedio". Ma per la socialista Sophie Desreumaux, unica oppositrice di sinistra nel consiglio comunale di Caudry, la mossa del sindaco è gravissima ed "equivale a mettere in pericolo" i più piccoli. "Non togliamo il pane di bocca a un bambino, qualsiasi cosa abbia fatto", ha detto Desreumaux, aggiungendo che secondo lei difficilmente le "crescenti difficoltà finanziarie" possono aiutare le famiglie e i ragazzi ad assumersi una maggiore responsabilità delle proprie azioni. 

I precendenti e il dibattito politico

"Voglio provare a cambiare le cose, anche se questo significa mettermi al di fuori della legge", aveva detto Bricout qualche giorno fa. Misure simili sono già state prese in Francia da altri sindaci, sempre dopo episodi di violenza urbana che aveva visto protagonisti dei giovanissimi, andando a incidere non sugli assegni familiari o su altri tipi di sussidi statali ma soltanto sull'assistenza sociale offerta dal comune. Un "dettaglio" che per il momento ha fatto sì che queste misure non siano state annullate, in quanto formalmente i comuni hanno il diritto di definire le condizioni di accesso ai loro servizi di assistenza sociale, come ha ricordato recentemente l'emittente radiofonica cattolica Radio Notre Dame.

Anche in questi casi precedenti l'amministrazione comunale è guidata da sindaci di centrodestra. Lo scorso novembre a Valance, il sindaco Nicolas Daragon di Les Republicains (il principale partito di centrodestra francese), giustificando il provvedimento approvato dalla sua maggioranza, aveva spiegato che così si sarebbero responsabilizzati famiglie e minori coinvolti, in risposta a quella che considerava una minaccia alla sicurezza della città. Stesso tipo di sanzioni erano state decise a febbraio a Poissy, dal sindaco di destra Karl Olive. Nel 2018 la stessa strategia era stata adottata anche dal primo cittadino di Rillieux le Pope, anche in questo caso dopo vari episodi di guerriglia urbana, ed è tuttora in vigore.

Come già nel caso di Caudry, anche nei confronti di questi casi precedenti si sono levate voci critiche da esponenti di centrosinistra. Philippe Hardouin, presidente di En Commun! di cui fa parte la ministra per la Transizione Ecologica Barbara Pompili e che rientra nell'ala di sinistra della maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron, lo scorso marzo si era rivolto al Difensore dei diritti (DDD) contro la decisione del sindaco di Valance, definita un "attentato ai diritti dell'infanzia" e un "attacco ai valori e i principi della legge" al quale "è importante dire 'no'". 

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