Lunedì, 2 Agosto 2021
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Torta nuziale vietata ad una coppia gay: la storia che divide l'America

Un caso alquanto singolare sta dividendo gli Stati Uniti: la battaglia legale tra un pasticciere e una coppia gay, finiti davanti alla Corte Suprema Usa

Foto di repertorio

Gli Stati Uniti non sono più così 'uniti, a dividere il popolo americano è una torta. In particolare quella delle nozze di Dave Mullins e Charlie Craig. I quali, quando sono entrati nella pasticceria “Masterpiece Cakeshop” di Denver il 19 luglio 2012, per acquistare la torta che avrebbe addolcito il loro giorno più bello, mai avrebbero pensato di finire davanti alla Corte suprema degli Stati Uniti.

Il racconto

 “Ci sedemmo col proprietario di Masterpiece e lui ci chiese immediatamente per chi fosse la torta. Quando noi, subito, dicemmo che era per noi due, ci informò che non avrebbe preparato una torta per un matrimonio omosessuale”, ha raccontato Mullins. “Quello che seguì – ha continuato il poeta e musicista di 33 anni – fu un orribile silenzio pregno di significato, nel quale affondò quello che stava accadendo, e noi ci sentimmo assolutamente mortificati e umiliati”. “Immediatamente – ha detto ancora – ci alzammo e ce ne andammo e, lo dico con imbarazzo, ci dirigemmo verso il parcheggio e io scoppiai a piangere. Fu un momento di grande emotività”. 

La versione del pasticciere

Il pasticciere, Jack Philips, dal canto suo, sostiene di aver declinato la richiesta con educazione e ha giustificato la sua decisione sulla base della sua fede cristiana. La faccenda si sarebbe fermata lì, se non fosse stato per un post pubblicato su Facebook dai due sposi. 

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L'approdo in sede legale

In quella sede, vennero a sapere che una legge dello stato vieta ogni forma di discriminazione per i locali pubblici. E decisero di adire le vie legali. Dapprima vinsero nei tribunali statali, ma la questione procedette su per i gradi di giudizio, fino ad arrivare alle massime assise. Il 5 dicembre è prevista l’udienza presso la Corte suprema degli Stati uniti. “Presentando la denuncia, abbiamo realizzato che non stiamo combattendo solo per noi, ma per tutti coloro che subiscono discriminazione”, sostiene Craig, un designer d’interni di 37 anni. 

Battaglia dei diritti

Il caso non è banale perché mette in contrapposizione due diritti fondamentali: quello della libertà religiosa e quello della non discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Panna e crema potrebbero essere la materia sulla quale i giudici supremi romperanno il nodo su molte questioni importanti della società americana. Non solo. Gli avvocati del pasticciere hanno anche deciso di mettere in ballo il Primo Emendamento, che stabilisce la libertà d’espressione. Per loro Philips è un artista che, rifiutando di fare la torta, ha esercitato la sua libertà espressiva. In vista del “redde rationem” del 5 dicembre c’è stata una massiccia mobilitazione di legali e di gruppi di pressione cristiani, oltre che membri del Congresso. 

America divisa

A favore del pasticciere s’è anche espresso, e c’era poco da dubitarne, il presidente degli Stati uniti Donald Trump. Sull’altro fronte si sono mossi i gruppi per i diritti civili. Il Center for American Progress ha avvertito che una decisione a favore del pasticciere “potrebbe far tornare indietro le lancette dell’orologio di 50 anni”. Può un’azienda di pompe funebri rifiutare il corpo di una persona gay? Un fiorista rifiutare di fare bouquet per certe categorie di persone? Craig e Mullins hanno a loro sostegno anche la potente American Civil Liberties Union (ACLU). “Non è un caso su una torta”, ha spiegato Louise Melling, vice direttrice legale dell’ACLU. “Questa è una domanda sul fatto che la la Costituzione possa o meno sancire di diritto di discriminare. E’ sul fatto se una pasticceria posssa mettere in vetrina il cartello: ‘Torte di nozze solo per eterosessuali'”. 

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