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Domenica, 14 Aprile 2024
TERRORISMO / Stati Uniti d'America

Rapporto sulle torture della Cia: "Madre violentata davanti al figlio prigioniero"

La Casa Bianca attacca l'intelligence: "Cia contraria ai valori degli Stati Uniti". Il presidente Obama contro "le violenze inutili contro presunti terroristi". Con le informazioni ottenute "non è stato sventato un solo attentato"

Tecniche inefficaci, molte bugie e una brutalità definita dallo stesso Obama "contraria ai valori degli Stati Uniti". Le 480 pagine pubblicate dalla commissione Intelligence del Senato sui metodi di tortura usati dalla Cia su presunti terroristi stanno rivelando molto di più di quanto si sapeva finora sul tema. Perché l'intelligence americana dopo il 2002 - nel tentativo di dare una risposta agli attentati dell'11 settembre - avrebbe mentito alla Casa Bianca e al Congresso ripetutamente, sia sui dati ottenuti dagli interrogatori (pochi e poco utili), sia sulle tecniche impiegate per estorcere informazioni. 

"VIOLENZA INUTILE" - Il lungo report ha impiegato cinque anni per venire alla luce e si basa sul oltre sei milioni di documenti interni all'agenzia. Un racconto dettagliato di quanto fatto dall'intelligence in diverse prigioni segrete all'esterno degli Stati Uniti che giunge a una sola conclusione: tutta questa violenza non ha giovato affatto alla lotta al terrorismo lanciata dal presidente George W. Bush. Non è stato sventato un solo attentato con quelle informazioni, non è stato catturato neppure un terrorista. E infine non ha avuto alcuna influenza sulla cattura del leader di al Qaeda Osama bin Laden, ucciso nel maggio 2011 nel suo rifugio di Abbottabad in Pakistan. 

VIOLENTATA LA MADRE DI UN PRIGIONIERO - Al contrario è stato un espressione di violenza inaudita. Sono state usate tecniche lontane anni luce dai principi di democrazia e liberà, come il waterboarding o la privazione del sonno. In un passaggio si fa riferimento a un prigioniero al quale è stato detto che avrebbero portato sua madre davanti ai suoi occhi e l'avrebbero fatta violentare. 

SCONTRO CASA BIANCA - CIA - Il Direttore della Cia, John Brennan, pur condannando l'uso di alcune tecniche ha sostenuto che "il programma è servito a prevenire attacchi contro gli Stati Uniti e a salvare vite". Visione opposta da quella della Casa Bianca - che come ha ricordato il portavoce Josh Earnest - ha sostenuto fortemente la pubblicazione. Obama dal suo punto di vista ha fatto tutto il possibile: nel 2009 non appena eletto ha subito smantellato il programma. 

ARCHITETTI E AGUZZINI - Ma dalle pagine del rapporto (un riassunto del testo completo lungo 6.000 pagine) emergono anche altri dettagli: il primo fa riferimento a un quotidiano. Il New York Times (anche se non citato direttamente) che nel 2002 avrebbe ceduto alle pressioni della Cia e dell'amministrazione Bush per non pubblicare un articolo in cui rivelava la presenza della prigione segreta in Thailandia. Il secondo invece svela i due architetti del programma. Sono i due psicologi James E. Mitchell e Bruce Jessen (non citati nel rapporto ma identificati dal New York Times) che hanno guadagnato 81 milioni di dollari per il loro lavoro pur avendo scarsa esperienza. Intanto il rapporto ha anche accentuato la spaccatura tra Repubblicani e Democratici. Il Grand Old Party ha difeso l'operato della Cia e condannato il rapporto, che "metterebbe a rischio gli Stati Uniti" nel mondo. Sia lo speaker della Camera, John Boehner, che il futuro leader della maggioranza Repubblicana al Senato, Mitch McConnell, si sono scagliati contro il rapporto. Unica voce fuori dal coro il senatore John McCain, che ha pubblicamente ringraziato il capo della commissione Intelligence del Senato, la democratica Dianne Feinstein. "I cittadini americani hanno il diritto di sapere quello che si fa nel loro nome", ha detto.

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