Giovedì, 25 Febbraio 2021

Migranti, allarme Onu: "Ogni anno i trafficanti guadagnano oltre 7 miliardi di dollari"

Lo studio dell'Unodc rivela che almeno 2,5 milioni di migranti hanno fatto ricorso alle organizzazioni criminali. Negli scorsi giorni prime sanzioni internazionali a trafficanti di esseri umani. Le rotte più battute sono 30: quella nel Mediterraneo la più letale

Gli oggetti recuperati delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2016 a Lampedusa, raccolti in una teca nella sala della sacrestia di vicolo Valdina a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

C'è un'unica certezza: le vittime sono sempre i più deboli, coloro che sono pronti a tutto per la speranza di una vita migliore.

Almeno 2,5 milioni di migranti in tutto il mondo hanno fatto ricorso alle organizzazioni dei trafficanti per attraversare le frontiere nel 2016 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati), garantendo loro oltre 7 miliardi di dollari di profitto, cifra pari alla spesa di Stati Uniti e Unione europea per gli aiuti umanitari. E' quanto si legge nello studio pubblicato meno di 24 ore fa dall'Ufficio Onu sulle droghe e il crimine (Unodc), che ha tenuto a precisare come si tratti di un'indagine incompleta alla luce di un'attività che si svolge, per definizione, in clandestinità.

Sono 30 le rotte più battute

Sono state circa 30 le rotte usate nel 2016 dai migranti e dai loro trafficanti in Europa, Africa, Nord America e Asia. Il flusso più consistente, tra 735.000 e 820.000 persone, ha raggiunto l'America del Nord; quindi circa 480.000 persone si sono mosse dall'Africa subsahariana al Nord Africa, mentre altre 375.000 hanno preso le rotte marittime nel Mediterraneo.

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Questo traffico illecito di i migranti "segue le stesse dinamiche di altri mercati transnazionali della criminalità organizzata", rispondendo alla legge dell'offerta e della domanda, viene rimarcato nello studio.

Mar Mediterraneo il più "letale"

Questo traffico ha i suoi hub regionali come Agadez, in Niger, lungo la rotta tra Africa occidentale e Nord Africa, diverse città al confine tra Etiopia e Kenya e la maggior parte delle principali capitali. Molti migranti muoiono su queste rotte, con il Mediterraneo che si conferma come la più mortale, "con circa il 50% del numero complessivo di decessi".

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La storica mossa dell'Onu

La lotta ai trafficanti milionari non può che partire dall'Onu. Pochi giorni fa il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha deciso di sanzionare quattro cittadini libici e due eritrei che gestiscono reti di traffico di esseri umani in Libia, impedendo loro di uscire dal paese e bloccando i loro conti correnti: è la prima volta che l’Onu impone sanzioni internazionali a trafficanti di esseri umani. Uno di loro è un comandante della Guardia costiera libica, la stessa supportata dall’Europa e dall’Italia. L’uomo è accusato di uso delle armi per affondare deliberatamente i barconi su cui viaggiavano i migranti. La risoluzione, presentata dai Paesi Bassi, è stata approvata con il sostegno di Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. I provvedimenti prevedono il congelamento immediato dei conti bancari riconducibili a queste persone, a cui sarà anche impedito di viaggiare all'estero.

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Il traffico di essere umani, sottolinea l’Onu in un documento ufficiale, “ ha raggiunto una scala e un livello di gravità senza precedenti”, si tratta di “attività illecite che hanno provocato migliaia di vittime sulla terraferma e in mare". "Questo cinico modello di business ha permesso ai gruppi armati di accumulare una vasta ricchezza".

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