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Mercoledì, 18 Maggio 2022
La scheda / Moldavia

Cos'è la Transnistria e perché se ne parla tanto

Il territorio della regione a ovest dell'Ucraina (formalmente appartenente alla Moldavia) è nei fatti un piccolo avamposto russo nel cuore dell'Europa. A pochi chilometri da Odessa

La situazione resta molto tesa in Transnistria, l'enclave separatista al confine tra Ucraina e Moldavia teatro nei giorni scorsi di una serie di esplosioni contro edifici pubblici e antenne radio che al momento non sono state rivendicate né da Kiev né da Mosca. Le ultime notizie non sono rassicuranti: secondo fonti dell'intelligence ucraina nella regione potrebbe ripetersi uno scenario simile a quello che si sta verificando nel Donbas. A Kiev temono addirittura che l'esercito russo attacchi la Moldavia, tentando il trasferimento delle truppe su aerei ed elicotteri in decollo dalla Crimea occupata. Nello stesso tempo, nella capitale moldava Chisinau verrebbero organizzate proteste e rivolte.

Al momento però parliamo solo di un'ipotesi, avanzata peraltro da una delle due parti coinvolte nella guerra. Come dire: la cautela è d'obbligo. Queste informazioni, secondo l'agenzia Ukrinform, non sarebbero peraltro in linea con le valutazioni dell'intelligence occidentale, secondo cui la Russia non riuscirebbe a sorvolare in sicurezza questa rotta senza rischiare che i suoi velivoli vengano abbattuti dalla difesa aerea ucraina nella regione di Odessa.

È un fatto però che gli attacchi in Transnistria ci siano stati. Secondo la presidente della Moldavia, Maia Sandu, dietro le esplosioni ci sarebbero le "fazioni pro guerra, interessate a destabilizzare la situazione" e a provocare un'escalation di tensione nella regione. Vadim Krasnoselsky, presidente della Transnistria, è stato meno diplomatico spingendosi a dire che "l'origine di questi attacchi" è "da ricercare in Ucraina".

Per capire cosa succede nella regione però dobbiamo prima avere chiaro cos'è la Transnistria e perché questo Stato, non riconosciuto dalla comunità internazionale ma di fatto indipendente, è legato a doppio filo alla Russia. La "Repubblica Moldava di Pridniestrov" (questo il nome ufficiale dell'enclave separatista) è un lembo di terra di circa 4.000 km² al confine tra Ucraina e Moldavia (il Molise, per intenderci, ha una superfice di oltre 4.400 km²). All'interno dei suoi confini vivono circa 475.000 persone (per lo più di lingua russa) stando ai dati dell'ultimo censimento del 2015 (secondo stime aggiornale negli ultimi anni la popolazione residente sarebbe diminuita drasticamente).

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La storia della Transnistria

La Transnistria dichiarò la propria indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica Moldava già il 2 settembre 1990, ma fu con la dissoluzione dell'impero sovietico che tra la Moldavia (filo occidentale) e i separatisti (filorussi) si arrivò a un vero e proprio scontro armato conclusosi con l'intervento della 14ª armata russa in aiuto dei ribelli. Da allora di fatto la Transnistria è de facto uno Stato a sé anche se formalmente appartiene ancora alla Moldavia: ha mantenuto l'alfabeto cirillico, ha una propria moneta (il rublo transnistriano) e ha il pieno controllo del suo territorio. Anche grazie al supporto di Mosca che nell'area ha dispiegato circa 2.000 uomini e ha un grande deposito di armi, sin dai tempi dell'Urss.

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In base a un referendum del 2006, il 97,1% degli abitanti del Paese avrebbe votato a favore dell'indipendenza e dell'integrazione nella Federazione Russa. L'Ue e molti altri Paesi si sono però rifiutati di riconoscere i risultati della consultazione, mentre le autorità moldave hanno parlato apertamente di "farsa politica". In effetti, come accennavamo sopra, a oggi la Transnistria non è uno Stato riconosciuto dai Paesi Onu (e neppure dalla Russia), ma solo da altre entità secessioniste: Abcasia, Artsakh e Ossezia del Sud.

I legami con la Russia 

Con Mosca però mantiene legami molto forti, tanto che il 15 marzo l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha adottato una risoluzione in cui la Transnistria viene definita una regione "occupata" dalla Russia. Oltre ad avere un contingente militare nella regione, Mosca fornisce gratuitamente il gas agli abitanti della Transnistria e paga agli anziani del posto una pensione supplementare: in questo modo mantiene questo piccolo "Stato" nella sua sfera di influenza. D'altro canto va anche osservato che il 70% delle esportazioni della Transnistria è diretto verso l'Unione Europa.

Un aspetto certamente non secondario è quello militare. Secondo "El Pais" attualmente la Russia schiera in questa Regione circa 500 soldati che operano nei posti di blocco, insieme ad altri 1.500 militari eredi della XIV armata sovietica. L'esercito della Transnistria conterebbe invece circa 10.000 soldati (riservisti esclusi), laddove la Moldavia può schierare sul campo solo 7.000 uomini. Difficilmente dunque le truppe moldave avrebbero la forza di respingere un attacco dai territori occupati, specie se quell'attacco venisse condotto dalla Russia.

La Moldavia dal canto suo ha fatto già sapere di non voler aderire alla Nato (probabilmente temendo una reazione di Mosca), ma ha messo in chiaro il suo orientamento filo europeista presentando a marzo una richiesta di aderire all'Ue. La disputa territoriale sulla Transnistria (e la presenza di truppe russe nel territorio) potrebbero però di fatto sbarrare il percorso che porta all'ingresso nell'Ue. Un altro elemento da tenere in considerazione è che la Moldavia è totalmente dipendente dal gas russo e dunque difficilmente potrà chiudere del tutto le porte a Mosca.

Perché la Transnistria è un "fronte caldo"

Per capire perché la tensione nella regione sia così alta è sufficiente dare uno sguardo a una cartina geografica. Tiraspol, "capitale" della Transnistria, dista appena 100 km dal porto di Odessa. Conquistare la costa sud-ovest dell'Ucraina, vorrebbe dire per Putin collegare la Transnistria al Donbas, e dunque estendere i confini della Federazione Russa nel cuore dell'Europa. Tuttavia, le possibilità di un assalto russo nella regione nel prossimo futuro sembrano scarse, affermano gli analisti, dopo che le forze di terra russe sono state respinte dalla città strategica di Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale.

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L'ipotesi che la Russia tenti di sfondare anche a Ovest però non può essere neppure esclusa a priori. Anatolie Urecheanu, ambasciatore moldavo a Roma, ha ammesso che "la situazione è tesa e allo stesso tempo complessa e gli incidenti in Transnistria ci danno motivi di preoccupazione. Sebbene la repubblica di Moldova sia un paese neutro questo fatto non ci garantisce nulla. Non sappiamo con precisione quali siano i piani di Mosca".

"La regione della Transnistria fa parte della Moldova e le persone che vivono lì sono cittadini della Moldova" ha chiarito l'ambasciatore parlando all'AdnKronos. "Sfortunatamente le autorità moldave non controllano questo territorio che è totalmente sotto il controllo della Federazione russa". Secondo Urecheanu, le trattative sulla reintegrazione della Transnistria alla Moldavia si sono finora arenate "a causa della riluttanza di quelli di Tiraspol, ma anche di Mosca". Di fatto però, dal 2014, anno dell'annessione della Russia alla Crimea, l'ipotesi di ricongiungere questo territorio alla Moldavia sembra essere tramontata.

(Mappe da Wikipedia e OpenStreetMap)

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